The Voice of Italy fa il pieno di novità

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ROMA È rimasto fermo per un anno. E stasera torna dopo aver buttato l’occhio «alle  migliori esperienze internazionali». Lo assicura Andrea Fabiano, direttore di Rai2, la rete sulla quale, in prima serata, debutta la nuova versione di “The Voice of Italy”.

Nuovo il conduttore, un Costantino Della Gherardesca che ne farà un talent «progressista, prepotente e cinico».

Nuovo il format: più snello, solo otto puntate di cui la metà di Blind Audition con l’opzione “I want you”, un pulsante che permetterà ai coach di bloccare per una sola volta uno degli altri tre; la quinta e la sesta puntata dedicate al Knock Out con la novità dello “Steal”, il ripescaggio di un concorrente eliminato che sarà inserito nella squadra del coach che lo ha scelto - meccanismo ripetibile all’infinito purché i concorrenti di ogni squadra siano sempre e solo quattro; nella settima puntata arriva la Battle con la possibilità del “Sing Off”, lo scontro sul brano presentato alle Blind. All’ultima puntata accederanno solo quattro talenti, uno per squadra, e il vincitore si aggiudicherà un contratto discografico con Universal Music Italia.

A presentare i quattro coach, ci pensa Costantino Della Gherardesca: «Sono le vere star del programma e non sono superstiti finiti in tv. J-Ax più che un uomo è una band, Francesco Renga è un grande seduttore, Al Bano è l’unico italiano che ha cantato per Putin, nonché cittadino onorario dell’Albania e, unica donna, Cristina Scabbia che con i suoi Lacuna Coil ha sfondato il mercato Usa, superando anche Rihanna».

Tutti d’accordo su una cosa: «Noi scegliamo in base alla voce. Altri anche in base all’immagine».

Frecciatine a parte, non resta che seguire questa edizione quasi “al buio” in cui musica (e divertimento) sono assicurati. Anche perché il talent sarà in simulcast su Rai Radio2 con Gino Castaldo e Ema Stockolma che commenteranno “a caldo” con altri ospiti, senza esclusione di colpi. Lo promettono. 

A proposito di promesse. J-Ax, il veterano del gruppo, assicura: «È un music show che parte dalla voce e io ne cerco una con uno stile diverso dal punto di vista della timbrica». Talenti avvisati, mezzi salvati. Anche perché stavolta J-Ax è un po'  nervosetto: «Cristina ha il camerino più bello - spiega - i nostri sono senza il tetto. Anni fa quel camerino era il mio ed ero io a intossicare tutti. Stavolta invece sono io a venir intossicato dalla lacca di Renga. Tranquilli, non è l'invidia del pelo che parla».

«Sulla lacca non rispondo - controbatte Francesco Renga - ma so quello che cerco: un talento che abbia l'urgenza e la fame di raccontarsi. Se si viene a The Voice per avere successo si sbaglia tutto. Farsi ascoltare è una grandissima occasione ma bisogna restare obiettivi».

Anche Cristina Scabbia la pensa come Renga: «Mi piacerebbe ascoltare la verità perché questa è una buona occasione ma di lavoro se ne dovrà fare parecchio anche al di fuori del programma».

Infine, lui, l'icona musicale per eccellenza: Al Bano. «Ognuno di noi nella vita è un coach - spiega - quando accendi la tv o la radio e senti una voce, ti parte il giudizio. Mi hanno chiamato per fare il coach in questa situazione, io lo faccio e mi diverte. Non mi chiamerei neanche coach, ma ricercatore di talenti. Cerco quelli che hanno qualcosa dentro e riescono a penetrare l'onda di sensibilità, il nuovo Morandi o Celentano. Chi ha passione resisterà. Vedremo».

PATRIZIA PERTUSO

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