Un week end di fuoco per Camera e Senato

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Roma Tre due uno, via! Comincia oggi la liturgia dei neoparlamentari che si mettono in fila per inserire nell’urna la scheda per l’elezione dei presidenti di Camera e Senato. Stando agli ultimi sviluppi avranno davanti ore molto impegnative. ieri sera infatti in un incontro tra i capigruppo di tutte le forze politiche sono stati azzerati tutti gli accordi. «Veti e controveti hanno bloccato tutto», ha detto il reggente del Pd Martina. Forza Italia avrebbe confermato il nome di Romani alla presidenza del Senato, e il Movimento 5 Stelle ha ribadito il suo no a chi ha problemi giudiziari. I pentastellati inoltre riconoscono Salvini coe leader delcentrodestra, ma rifiutano l’incontro chiesto da Berlusconi per appianare le divergenze. Cosa considerata inaccettabile da Forza Italia che spiega che la riunione «deve essere con i leader». E gli azzurri accusano: è stato anche proposto il metodo delle “rose di nomi”, ma i 5 Stelle lo avrebbero bocciato. A loro volta i grillini spiegano di aver persino rinunciato ad alcuni posti per far spazio al Pd, ma su certi punti non vogliono transigere. La Lega sembra allineata con Forza Italia. Il Partito Democratico ha ribadito che non andrà in soccorso di nessuno. 
Sembra quindi che molti dei partiti per le votazioni di oggi, almeno per quella della mattina, siano orientati a votare scheda bianca in attesa di schiarite. C’è però da dire che mentre alla Camera non ci sono limiti di tempo per arrivare a un’elezione, al Senato alla quarta votazione scatta il ballottaggio, per cui - se non ci sono rinvii - sabato pomeriggio al massimo ci sarà un presidente. 

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