Coltorti: Il doppiatore è un attore pronto a tutto

  • Ennio Coltorti Il sogno di Nietzshe

TEATRO Fino a domenica, Ennio Coltorti è il protagonista di Il sogno di Nietzsche, allo Stanze Segrete a Roma. Come si porta in scena un personaggio complesso come il filosofo tedesco?
Documentandosi, leggendo quante più sue opere. E cercando di studiarne gli atteggiamenti e le posture dalle foto, dai ritratti. Per la resa emotiva, mi sono concentrato sui perenni contrasti che lo caratterizzavano. Filantropia-misantropia, ragione-sentimento…

Mai avuto problemi nel coniugare la sua attività di attore con quella di doppiatore che l’ha resa celebre?
No, perché il doppiatore è un attore e, in quanto tale, deve essere preparato, avere i giusti tempi di scena coi quali sopperire le eventuali mancanze di talenti nella comicità o nei ruoli tragici.

Lei è la voce di Harvey Keitel in Italia. Che rapporto ha con questo grande attore?
Di profonda stima, l’ho anche conosciuto a casa di Lina Wertmüller ed è stato gentilissimo e pieno di apprezzamenti per il mio lavoro. Le emozioni più grandi, comunque, me le ha procurate doppiare Marlon Brando.

Il suo sogno artistico nel cassetto?
Ne ho tantissimi, ma preferisco non parlarne mai per scaramanzia. Di certo mi piacerebbe fare qualcosa per aiutare i giovani a emergere in un momento abbastanza drammatico per il paese.

 

DOMENICO PARIS