Addio a Luigi Necco storico volto di 90° minuto

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CALCIO La scomparsa di Luigi Necco, mancato ieri nella sua Napoli ad  84 anni, è un altro pezzo del cornicione degli anni ‘80 che cade giù. «Milano chiama, Napoli risponde»: Necco con le sue sintesi perfette, il parlare forbito con cui raccontava il rimestare del pallone sul campo fu una delle colonne di “90° minuto”. Erano i tempi in cui per vivere il calcio si passavano giornate intere aggrappati alle radioline e per vedere i primi gol, la domenica, bisognava attendere le 19. Fabio Caressa aveva vent’anni, e se dicevi Sky la gente pensava al cielo. Necco irrompeva nelle case degli italiani sempre con ironia, raccontando le gesta  del Napoli di Maradona che vinse  due scudetti e una coppa Uefa. Una presenza, quella del giornalista campano,  divenuta iconica dietro lo sfondo del San Paolo. Ma c’è stato anche un altro Necco: nel 1981 fu gambizzato dalla camorra di Raffaele Cutolo all’uscita di un ristorante ad Avellino perché aveva raccontato in tv di uno scambio di regali e messaggi tra il boss capo della Nuova camorra organizzata, tifoso irpino, e il presidente dell’Avellino Calcio, Antonio Sibilia. Ma fu l’archeologia la sua grande passione, che l’ha portato anche a scoprire un tesoro ed a condurre una trasmissione tematica per quasi quattro anni. Quando Maradona segnò il celebre gol di mano all’Inghilterra -era il 1986- lui gli chiese: «il gol l’ha fatto la mano de Dios o la cabeza de Maradona?».  Diego rispose: «Las dos», entrambe. E risero, artefici e testimoni di un calcio oggi lontano.

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