Pfm: Parola d’ordine sperimentare

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INTERVISTA. «Fare musica e inventarla significa vivere a pieno il tuo tempo. Non siamo mai solo quello che abbiamo fatto, siamo sempre in evoluzione. Il nostro nuovo disco "Emotional Tattoos" è visionario, multigenere, rispetta le nostre passioni ed è un grande stimolo per sperimentare sempre». Parola di Franz Di Cioccio, uno dei fondatori e leader della PFM, realtà storica del rock italiano, in concerto stasera alle 21 al Teatro Olimpico. La formazione presenterà tutti i suoi classici e i brani del nuovo album "Emotional Tattoos".

Siete sulle scene dai primi anni '70: come è cambiato nel tempo il vostro approccio alla musica?

È cambiato perché è mutato lo scenario. Per continuare a scoprire, abbiamo rinnovato le nostre scelte. Mentre tutto intorno a noi si trasformava, il futuro ci ha portato a viaggiare per il mondo e quindi ad integrare il nostro lavoro con tutto ciò che ci ispirava. 

 
Avete attraversato oltre 45 anni di musica, quali sono le differenze fra la scena musicale degli anni ‘70 e quella di oggi?

Le differenze sono sicuramente molte, però alla fine è un cerchio che diventa concentrico, assorbendo tutte le cose buone che accadono. La personalità fa la differenza, solo così puoi dare la tua interpretazione nel tuo tempo; non puoi fare oggi solo musica progressive, perché diventerebbe regressive… devi essere in grado di vivere ed esprimere l’anima nella contemporaneità.
 
Ci sono giovani gruppi o artisti che oggi incarnano quello che voi avete fatto nei primi anni ‘70?

Ci sono ma non possono fare gli stessi passi che abbiamo fatto noi semplicemente perché sono cambiati i tempi. Noi siamo riusciti a entrare nelle classifiche di Billboard e questo oggi, se non hai un nuovo linguaggio da proporre, non è possibile. Bisognaseguire ciò che sta accadendo intorno a noi. Oggi si parla di musica liquida, ma i musicisti coraggiosi stanno facendo dei passi per far tornare la musica solida: il ritorno al vinile ne è un esempio.
 
Cosa deve aspettarsi chi verrà al vostro concerto a Roma, quali brani suonerete?

Suoneremo molto, come nella tradizione di Pfm, creando quell'empatia che unisce pubblico e palco. Apriremo delle finestre emotive spalancate su tutte le nostre epoche musicali e non mancheranno le improvvisazioni, da sempre prerogativa dei nostri concerti.  La musica per noi non è mai preconfezionata: è musica al dente.

Stefano Milioni
 

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