D-day per i vaccini si rischia la non ammissione

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ROMA Dentro o fuori. La legge sull’obbligo vaccinale, varata lo scorso luglio, non consente più dilazioni: oggi, al rientro in classe, (secondo quanto previsto dalla circolare Miur-Ministero della Salute del 27 febbraio) partirà la procedura per comunicare ai genitori «il diniego di accesso» alle scuole dell’infanzia per quei bambini da 0 a 6 anni non ancora coperti dai 10 vaccini obbligatori. Per i genitori dei bambini dai 7 ai 16 anni, invece, scatteranno le procedure per le multe, da 100 a 500 euro. Si stima che siano almeno 30.000 i bambini al di sotto dei sei anni non vaccinati. Da oggi per nessuno di loro verrà meno l’iscrizione a scuola, ma potranno essere ammessi in classe solo quando le loro famiglie avranno presentato i documenti che attestino o la vaccinazione avvenuta oppure la prenotazione della vaccinazione presso una Asl.

Anief annuncia battaglia

D’altra parte «c’è una legge dello Stato e i presidi hanno l’obbligo di farla rispettare», spiega Licia Cianfriglia, responsabile delle relazioni istituzionali dell'Associazione nazionale presidi. L’Anief (Associazione Nazionale Insegnanti e Formatori) invece si dice «pronta ad offrire patrocinio legale per tutelare il diritto all’istruzione contro l’assurda norma». «Non ci può essere una sanzione se non vi è un obbligo proprio nella scuola dell’obbligo, mentre è stupido imporre la vaccinazione a un bambino su quattro che frequenta il percorso 0 - 6 anni». Per informazioni scrivere a e-mail vaccini@anief.net.

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