Trump firma i dazi L'ira della Ue e della Cina

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I dazi americani su acciaio e alluminio scatenano anche la reazione Ue. L'Unione europea è pronta a portare gli Stati Uniti davanti all'Organizzazione Mondiale del Commercio (Wto) e ad adottare una serie di misure di rappresaglia contro i dazi su alluminio e acciaio introdotti dall'amministrazione Trump, ha detto il vicepresidente della Commissione, Jyrki Katainen, in una conferenza stampa. "Se lo scenario peggiore si realizza, siamo pronti a portare gli Usa al Wto", ha affermato Katainen, spiegando che per ora l'Ue cercherà il dialogo con Washington per essere esclusa dai dazi. 

Merkel preoccupata. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha espresso "preoccupazione" per i pesanti dazi sulle importazioni siderurgiche adottati dagli Usa, "svantaggiosi per tutti". Per questo, ha detto, la Germania "sostiene l'Ue nella ricerca del dialogo con gli Usa, ma anche con Paesi colpiti" dalle conseguenze, "come la Cina". Perché, ha avvertito la cancelliera, "nessuno può vincere fino in fondo". 

Italia rischia.  I dazi Usa su acciaio e alluminio mettono a rischio esportazioni italiane per oltre 650 milioni di euro. Nel 2017 le aziende siderurgiche italiane hanno esportato negli Stati Uniti 505.000 tonnellate di prodotti e semiprodotti siderurgici, quelli cioe' che saranno colpiti dai dazi su acciaio e alluminio voluti dal presidente americano Donald Trump. 

Trump. Il presidente americano, Donald Trump, dopo aver siglato il provvedimento che impone dazi del 25% alle importazioni di acciaio e del 10% a quelle di alluminio, ha detto che "sono vitali per la nostra sicurezza nazionale, assolutamente vitali. Se non hai l'acciaio, il paese non è tuo".    Il provvedimento non sarà applicato, per il momento, a Messico e Canada: "Con loro stiamo negoziando il Nafta, se riusciamo ad avere un accordo che ponga fine al Nafta, non vi saranno dazi". I Dazi americani saranno applicati tra 15 giorni.  Il presidente americano si è detto disponibile a modificarli o a revocarli per specifici paesi se i loro prodotti non minacceranno più la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. 

Pechino.  La Cina non rimarrà certo a guardare in caso di una guerra commerciale e avverte gli Stati Uniti che produrrà una "risposta legittima e necessaria" se uno scenario di questo tipo si dovesse verificare. Le guerra commerciali "non sono mai la giusta soluzione", soprattutto "in un mondo globalizzato", ha detto il ministro degli Esteri di Pechino, Wang Yi. La Cina, ha spiegato Wang, vuole un "dialogo costruttivo" con gli Stati Uniti.

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