Quella maledizione dei presidenti del Parlamento

  • Elezioni 2018

Le prime aspettative in questo caos politico sono già concentrate sulle ambite poltrone di presidenti di Camera e Senato. Nella Prima Repubblica chi si sedeva su quello scranno aveva buone chance di diventare in seguito l’inquilino del Quirinale. Ma nella Seconda Repubblica le cose sono andate diversamente, e quelle poltrone non sembrano aver portato tanto bene. I risultati di Pietro Grasso e Laura Boldrini con il loro partito (Liberi e Uguali) sono stati molto penalizzanti e non sembrano promettere un grande futuro. Ma la stessa legge implacabile ha colpito i loro predecessori. Chi si è dato il cambio sullo scranno più alto di Montecitorio? Irene Pivetti che ha lasciato la politica, poi Luciano Violante, seguito da Pierferdinando Casini (rieletto al Senato ma senza più un partito), Fausto Bertinotti (con cui è scomparsa Rifondazione Comunista), e - prima di Laura Boldrini - Gianfranco Fini, il cui partito (allora Futuro e Libertà) non riuscì a entrare nella Legislatura successiva. Non è andata meglio a coloro che hanno rivestito la seconda carica dello Stato, la presidenza del Senato: prima di Grasso, dal 1994 Carlo Scognamiglio, Nicola Mancino, Marcello Pera, Franco Marini e Renato Schifani (rieletto).

Osvaldo Baldacci

Articoli Correlati

Parlamento al viaTrattative serrate

Dialogo apparente tra le forze politiche per le presidenze delle Camere

Si apre il Parlamento La carica dei neoeletti

Gruppi politici in cerca di intese per le presidenze delle Camere e per il successivo governo

L’Europa dopo il voto dà più tempo all’Italia

Dalla Ue tempi più elastici per i documenti economici. M5S e Lega attendono le scelte del Pd