"Pittat": quando i muri ti parlano del Napoli

  • Riccardo Giammarino/Libri

CALCIO Maradona, sicuramente. E poi il senso di quei giorni d'un azzurro mai vinto o sbiadito dal tempo, quando c'era Garella, quando si andava allo stadio di Fuorigrotta con le radioline, quella punizione del Pibe lasciò di stucco il portiere della Juventus Tacconi, quando Napoli sognava e il mondo la guardava, innamorato: l'avreste mai detto che a raccontarvi la storia del Napoli potessero essere dei murales e graffiti?

Ebbene sì. I murales raccontano la cultura, che è fatta anche della propria storia: "Pittat" (Giammarino Editore, 135 pagine, 12 euro), opera prima del giovane giornalista Riccardo Giammarino, ripercorre le gloriose vicende della Ssc Napoli lasciandole raccontare ai muri della città, dal centro alle periferie, 90 anni d'amore scanditi da scritte e colori, testimonianza della fusione tra passione ed arte che solo il popolo partenopeo può regalare. Un fenomeno unico, di quelle cose che vedi solo a Napoli: mentre in America ed in Europa si innalzano muri per non capirsi, a Napoli anche i muri parlano.  

Solo in una città come Napoli, - spiega l’autore - in cui il tifo e la passione per la squadra sono un unicum con la civiltà locale, è possibile raccontare emozioni di successi e di delusioni che trasudano attraverso le gocce di vernice, che in questo modo diventano tracce di storia».