La Statale dice sì al trasloco a Expo

CENTRO Tensione, ieri, in via Sant’Antonio. Gli agenti hanno respinto più volte, a manganellate, il corteo di studenti “no Expo”, sostenuto dalle sinistre (Onorio Rosati e Massimo Gatti) e dal M5S (Patrizia Bedori). Ma il dado è tratto. Con 25 sì e 7 contrari, il Senato accademico della Statale ha dato il via libera alla realizzazione del Campus scientifico nell’area di Expo. Un passo decisivo, che oggi sarà perfezionato dal voto del Cda dell’ateneo: gli studenti delle facoltà scientifiche, oggi a Città Studi, secondo le previsioni del rettore Vago avranno la loro nuova “casa” entro la fine del 2022.

Il Senato ha considerao soddisfatte entrambe le condizioni poste: la coerenza del Masterplan coi requisiti didattici e logistici, e la sua sostenibilità finanziaria, forte, questa, di un fondo statale dedicato da 135 milioni. Resterà da decidere se fare un appalto o agire in “project financing”, coinvolgendo un privato al quale pagare un canone. Una proposta è giunta da Landlease, ma in ogni caso, dice l’ateneo, «l’esposizione economica verrebbe finanziata dai risparmi sui costi di gestione». E in nessun caso si ricorrerebbe alle entrate «derivanti dall’alienazione del patrimonio immobiliare di Città Studi, stimato in 175 milioni». Serena Vitucci, di Link Milano, dissente: «Il piano affiderebbe la gestione del cantiere a un immobiliarista privato, che si prenderà carico dell’intero patrimonio immobiliare che la Statale non è riuscita a vendere, al prezzo di un salato canone annuo».

SERGIO RIZZA

BENI CULTURALI DA VIA NOTO A CITTA' STUDI

Il Senato, ieri, ha anche deciso di avviare la progettazione per ristrutturare la ex sede di Veterinaria a Città Studi per trasferirvi le attività del Dipartimento di Beni culturali oggi in via Noto e le collezioni museali.

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