Fuori i pompieri, dentro i migranti

  • Torino/Caselle

TORINO Non ci stanno i vigili del fuoco dell’Unione Sindacale di Base (Usb) a liberare una delle loro due sedi all’aeroporto di Caselle per permettere le operazioni di controllo degli stranieri che in questi giorni devono essere espulsi dall’Italia.

Sabato i pompieri hanno ricevuto un ordine di servizio che chiede loro di mettere a disposizione i garage e chiudere sale e servizi igienici. Secondo l’Usb in questo modo si provoca un doppio danno: «Che la Bossi-Fini fosse una legge ingiusta si sapeva - scrivono in un comunicato -, ma che addirittura dopo gli immigrati riuscisse ad accanirsi contro le norme aeroportuali e quindi contro la “sicurezza” dei cittadini sembra paradossale».

Allo scalo “Sandro Pertini” ci sono due postazioni che permettono di intervenire il prima possibile sulla pista in caso di necessità, ma durante le operazioni per le espulsioni, solo una sede funzionerà.

Non è il solo aspetto che li preoccupa: «È corretto far stare gli immigrati in un garage dell'autorimessa, al freddo, con bagni chimici all’esterno solo per tenerli lontani da occhi indiscreti?».

Per Costantino Saporito, rappresentante del sindacato, «non è la prima volta che ciò avviene, ma le altre due volte abbiamo bloccato le operazioni».

ANDREA GIAMBARTOLOMEI