Quei pannoloni in tv all'ora della cena

  • CARLO BARBIERI

Vi siete mai chiesti perché le pubblicità in tv di dentiere, prodotti antiflatulenza, pannoloni che assorbono fiumi di pipì (con tanto di "prova della brocca" effettuata da due amiche in salotto come se versassero il tè delle cinque, e poi tutte a ballare la samba), aiuto-evacuatori, prodotti che fanno miracoli su ragadi e pruriti in zone inconfessabili (ma ben individuate da zoomate o mani che le indicano, giusto per non lasciare dubbi) e così via, si addensano proprio nelle ore in cui siamo a tavola per goderci il pranzo o la cena? Perché ci fanno vedere queste schifezze proprio mentre mangiamo?

Il motivo secondo me c’è, ed è scientificamente mefistofelico. I signori della pubblicità sanno che di fronte a uno spot vomitevole reagiamo con un "ma che schifooo"; però, proprio per via dello schifo, in quello stesso momento lo spot si imprime nel cervello. E alla prima dentiera che balla, al primo pruritino in certi posti corriamo in farmacia o al supermercato, e come i cagnolini di Pavlov, lo scienziato del riflesso condizionato che riusciva a far reagire i suoi poveri cagnolini-cavia come voleva lui, la nostra mano corre al prodotto che ci è ormai familiare. E magari, dal momento che quando abbiamo visto lo spot stavamo managiando un piatto di zuppa della MaxiPisello Soup, compreremo anche una scatoletta di quella. Senza sapere il perché.

CARLO BARBIERI

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