Il Salone del Libro rilancia la sua sfida

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TORINO «È una fase di transizione e non è stato facile». Così Nicola Lagioia, scrittore e direttore del Salone internazionale del libro di Torino, sintetizza il lavoro che lui, i suoi collaboratori e tutta la struttura svolgono per la 31a edizione dopo i problemi degli ultimi anni: l’uscita dell’Associazione italiana editori della Fondazione, messa in liquidazione con tre milioni di euro di debiti da pagare ai fornitori, e le inchieste giudiziarie. Quest’anno a preparare il Salone sarà una “cabina di regia”, presieduta dall’ex ministro Massimo Bray, costituita dal Circolo dei lettori e dalla Fondazione per la Cultura della Città: «Stiamo lavorando tutti insieme per il futuro del Salone che è importante per la città, ma come hanno detto Bray e Lagioia, è anche punto di riferimento per il libro e l’editoria italiana», ha dichiarato la sindaca di Torino, Chiara Appendino, che per quanto riguarda i conti della vecchia Fondazione del libro ricorda che «c'è il liquidatore che sta lavorando». «È un momento difficile, ma l’obiettivo di tutti è guardare all’edizione 2019», ha detto Bray. Sul confronto con Milano, dove la prossima settimana comincia l’evento concorrente “Tempo di libri”, il presidente della Regione Sergio Chiamparino ritiene che si debba «smettere con questi provincialismi. La trentunesima edizione migliorerà la capacità attrattiva del Salone».

ANDREA GIAMBARTOLOMEI

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