Ema, duello sul ricorso Per Sala «partita aperta»

  • Milano

PALAZZO MARINO La sospensiva chiesta dal Comune di Milano, a proposito dell’assegnazione della sede Ema ad Amsterdam, «è manifestamente irricevibile», e anzi la «rappresentazione» fatta da Milano «è grottesca». Così, ieri, l’ufficio giuridico del Consiglio dell’Ue. Sala non si scompone: si tratta di «una loro azione difensiva, ci mancherebbe che il Consiglio dicesse che abbiamo ragione. La partita è più aperta che mai». E rincara: «Ho il sospetto che il punto non sia solo quello dei tempi e delle dimensioni dello spazio (dedicato a Ema, ndr) ma anche di condizioni economiche», cioè il prezzo dell'affitto per la sede dell'agenzia. «Mi pare di capire tra le righe che gli olandesi stanno variando anche l'offerta economica. Per questo abbiamo fatto ricorso anche alla Corte dei Conti». Ieri, dal sopralluogo degli europarlamentari sul cantiere della sede provvisoria, ossia Palazzo Spark, sono giunte notizie e impressioni contrastanti. «La sede è buona», dice l'europarlamentare Giovanni La Via, capo della delegazione, anche se sono necessari «adeguamenti». Aggiungendo, circa la visita sul luogo del cantiere della futura sede definitiva, il Vivaldi Building: «Il governo olandese assicura che sarà pronto in poco più di un anno. A me pare un po’ difficile».

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