Zingaretti: "Pendolari? Pronti 38 nuovi treni"

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Nicola Zingaretti è il presidente della Regione che punta al secondo mandato. Con Metro ragiona sui risultati raggiunti e sulle cose che devono ancora essere realizzate.

Parliamo di trasporti. Da anni sulla Roma-Lido e sulla Roma-Viterbo si attendono investimenti per fondi che aspettano di essere spesi.

Posso anticiparle che abbiamo appena finanziato l’acquisto 38 nuovi treni: 20 per la Roma-Lido, 12 sulla tratta urbana della Roma-Viterbo, e altri 6 su quella extraurbana. Il bando di gara è già in corso di pubblicazione e utilizzerà 100 milioni di euro dal Fondo di sviluppo e coesione. Ma l’accordo complessivo per la manutenzione e per la fornitura di servizi ammonta a oltre 314 milioni di euro.

In questi anni i treni regionali hanno registrato una puntualità pari al 92% (dati Trenitalia, ndr), ma cosa c’è ancora da fare per il Tpl nel Lazio?

Cominciamo col dire che l’83% dei treni per i pendolari del Lazio è nuovo.  La Regione ha ripreso a pagare con regolarità i fornitori, e nel nuovo contratto di servizio con Trenitalia del 2019, ci sono almeno 350 milioni di euro di investimenti sull’innovazione della rete ferroviaria del Lazio, dopo aver investito molto sui convogli. Questo significa che dopo aver rinnovato il parco treni possiamo avviare la fase del miglioramento delle reti ferroviarie, in un’ottica più ampia del servizio di trasporto pubblico.

Cosa risponde a chi sostiene che Cotral è stata risanata sulle spalle degli autisti?

Ai lavoratori di Cotral desidero esprimere un immenso ringraziamento. Sono stati loro i primi a rilanciare l'azienda. Un cambiamento epocale, tanto che per la prima volta dopo 20 anni i suoi dipendenti hanno ricevuto un dividendo in busta paga fino a 1.200 euro, come riconoscimento per la maggiore produttività raggiunta. Inoltre stiamo incentivando con più fondi i comuni confinanti tra loro che decidono di consorziarsi per le gare del Tpl su gomma. Evitiamo così la sovrapposizione del servizio e dei finanziamenti. Lo abbiamo fatto con Pomezia più altri sette comuni, con Ladispoli e Cerveteri e la prossima settimana con Zagarolo e altri comuni. Così si risparmiano 40 milioni di euro e si raggiungono 80 mila pendolari in più.

Come vede un ritorno alla Regione delle linee ex concesse?

Dobbiamo trovare la formula che garantisce di più la qualità del servizio. Il sistema delle gare per aggiudicarsi la gestione delle ex concesse sarà quello che adotteremo.

Le aprireste anche ai privati?

Questo lo vedremo dopo, aspettiamo di capire l’esito del concordato in Atac.

In linea di principio come giudica i due referendum promossi dai radicali su Atac?

Cotral dimostra che l’esperienza della gestione pubblica di un servizio può coniugarsi con l’efficienza. Rispetto al referendum credo che quando le persone hanno l’opportunità di esprimersi e di dire la loro non bisogna mai aver paura. Non capisco come è possibile che alcuni cittadini possono essere consultati in rete e invece tutti i cittadini non possono essere consultati col voto.

La sanità è fuori dal commissariamento, resta il problema dei pronto soccorso affollati e delle liste d’attesa lunghissime. Qual è la ricetta per coniugare tagli e servizi più efficienti?

Chiariamo che dopo 5 anni noi non abbiamo tagliato niente, anzi è ripresa una fase di assunzioni e di investimenti nella sanità. Nel 2013 per colpa del blocco delle assunzioni furono prese solo 63 persone. Nell’ultimo biennio ne stanno entrando 3.500, e una parte di queste sono i 1.400 precari della sanità di cui inizia la stabilizzazione. Sulle liste d’attesa, che sono ancora lunghe ma che stanno rientrando, stiamo tenendo aperti con orari prolungati gli ambulatori, con più personale. Inoltre col nuovo protocollo del medico di medicina generale è il medico stesso che oltre alla prescrizione deve prenotare sul proprio pc le analisi, stabilendo quali sono quelle più urgenti. In più ho firmato un decreto che stabilisce che nelle strutture sanitarie che hanno liste d’attesa fuori dagli standard nazionali, le visite intramoenia possono essere sospese fino a quando non vengono smaltite Quelle pubbliche. Nei pronto soccorso l’affluenza sta calando ma il tema c’è. Il fatto è che erano l’unico presidio pubblico, sia per un dito tagliato che per un infarto. Nelle 16 case nuove della salute, che tre anni fa non esistevano, nel 2017 ci sono stati 2.300 mila interventi, con un aumento del 20%; oggi nei week end e nei festivi ci sono oltre 20 poliambulatori aperti. Ci sono le premesse per ripartire, una volta risolto il tema del disavanzo e il tema del lavoro. Il commissariamento non l’ho deciso io, abbiamo ereditato una tragedia da cui stiamo uscendo.

Esiste un caso Roma sui rifiuti o si può fare di più in tutto il Lazio?

Il piano regionale detta le linee guida, province e Città metropolitana di Roma rispondono, se gli obiettivi sono credibili, indicando dove realizzare gli impianti e di che tipo. Siamo in attesa che la Città metropolitana di Roma svolga questa funzione. Nel frattempo non è vero che non si può fare nulla. Noi abbiamo messo decine e decine di milioni a sostegno della raccolta differenziata dei comuni. A Fiumicino tocca percentuali altissime, mentre l’aumento della differenziata a Roma è leggermente calato. A inizio del mio mandato circa il 60% 70% per cento dei rifiuti prodotti nel Lazio era conferito in discarica in maniera inappropriata o addirittura illegale. Quindi, la prima cosa che abbiamo fatto, anche con diffide a società e comuni, è stato ordinare questo assetto. Ora, e i fondi ci sono, possiamo affrontare la sfida ulteriore, quella di concepire il rifiuto come una risorsa, perché si vende. E quindi bisogna modernizzare gli impianti di trattamento, non solo per il riciclo ma addirittura per il riuso. E’ quello che dice anche la sindaca di Roma, però bisogna farlo. Gli altri comuni del Lazio sono autosufficienti, chi porta rifiuti in giro per il mondo è la Capitale. Questa non è una critica, ma un dato di fatto. Il Campidoglio deve assumersi la responsabilità nel dire dove vuole realizzare gli impianti per il trattamento. Nel frattempo la questione dei rifiuti costa ai romani milioni di euro l’anno.

Le opposizioni sostengono però che il centrosinistra e il sindaco precedente, Ignazio Marino, hanno chiuso Malagrotta senza dotarsi per tempo degli strumenti per trattare correttamente i rifiuti.

Io ho iniziato a fare il presidente di Regione con Alemanno sindaco di Roma e Monti premier. Non c’è dubbio che l’instabilità politica e amministrativa del Campidoglio e l’incredibile numero di assessori che sono cambiati hanno prodotto un rallentamento della fase post-Malagrotta. Ma da parte mia non c’è nessun atteggiamento censorio da parte della giunta Raggi, anzi c’è un grandissimo spirito di collaborazione: lavoriamo continuamente per trovare una collocazione ai rifiuti di Roma, lo facciamo per salvare la Capitale. Al tempo stesso credo che sia onesto dire che ognuno si deve assumere le sue responsabilità. Non mi considero l’opposizione alla giunta Raggi. Io rappresento un’istituzione che col Campidoglio deve e vuole collaborare.

Ci dica perché un cittadino del Lazio dovrebbe confermarla alla Regione.

Perché il Lazio può diventare più forte, e se una comunità di cui ogni cittadino fa parte diventa più forte, ognuno può migliorare nella sua condizione di commerciante, lavoratore, studente. Se si fa parte di un sistema più debole si diventa più deboli anche individualmente. E il Lazio finora è l’unica regione italiana che non è riuscita a darsi due mandati consecutivi. E’ un elemento di grande fragilità. E siccome ci siamo rialzati in piedi ora è il momento di correre, e non di tornare indietro.

PAOLO CHIRIATTI

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