Violi: «Più Tpl meno asfalto»

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Violi, la Lombardia ha 350 mila pendolari: cosa propone per migliorare la loro vita quotidiana? 
Investiremo nell’ammodernamento delle linee, nell’acquisto di nuovi treni e nella manutenzione togliendo risorse alle autostrade inutili di Maroni. Sono stato a Bruxelles a parlare con i vertici della Banca d’investimento. Sono disponibili a investire in trasporto pubblico in Lombardia. 
È favorevole alla fusione Atm-Trenord?
No, è un’operazione speculativa che rischia di creare un effetto distorsivo nel mercato, senza garantire benefici.
Nel 2020 scadrà  il contratto di servizio di Trenord, cosa farebbe: una gara o prolungare il contratto senza gara? 
L’affidamento della gestione dei servizi di trasporto pubblico deve tornare a gara nel pieno rispetto del principio di libera concorrenza. Trenord non va facilitata, ha dato prova di gravissime carenze nella gestione dei trasporti in Lombardia.

Il Pirellone ha puntato molto sull’asfalto, intende continuare su questa via?
Il nostro programma è chiaro: più trasporto pubblico, più mobilità sostenibile con il bike e car sharing e meno asfalto inutile. Sono convinto che lo diranno anche gli altri candidati, che hanno governato per decenni investendo in speculazioni avventurose. 
La Lombardia ha un problema di Pm10: qual è la sua ricetta anti-inquinamento?
Va riscritto il piano regionale aria: è necessario ridurre la quota di incenerimento dei rifiuti e abbattere le emissioni degli impianti di riscaldamento degli edifici favorendo la riqualificazione energetica e agevolando l’adozione di energie rinnovabili e a zero emissioni.
È favorevole al blocco permanente dei Diesel?  
I blocchi penalizzano solo chi lavora. Va incentivato massicciamente l'uso di mezzi pubblici e sostenute le imprese e ai cittadini che sostituiscono mezzi. 
Cosa pensa della riforma sanitaria sulla cronicità?
Il malato non è un codice a barre: la riforma va riscritta da cima a fondo mettendo al centro i bisogni del paziente e non gli interessi economici delle aziende sanitarie. Vanno anche riscritte le regole per la nomina dei direttori generali e dei dirigenti, cancellando ingerenze politiche e sindacali. 
In regione i richiedenti asilo sono 24 mila, quali le sue proposte per i migranti?
Il fenomeno dell’immigrazione non si risolve con le sparate da campagna elettorale. Va contrastato il degrado, la ghettizzazione e illegalità, andrà ottimizzata l’accoglienza diffusa e non concentrata e rafforzata l’integrazione culturale e religiosa. Andrea Sparaciari

CHI E' DARIO VIOLI
Dario Violi, nato a Costa Volpino, 32 anni, residente in provincia di Bergamo, sposato con Laura, padre di due figli. Laureato in Scienze Politiche all’Università di Pavia,  ha vissuto a Cardiff e Buenos Aires dove si è occupato di cooperazione internazionale. Entra nel movimento fondato da Beppe Grillo nel giugno del 2011 e si candida al Consiglio regionale lombardo alle elezioni del 2013 alle quali viene eletto grazie alle  555 preferenze ottenute nella circoscrizione di Bergamo. Durante il mandato ha rivestito la carica di portavoce in Regione per M5s. Violi ha vinto la corsa per il Pirellone all’interno del Movimento, sconfiggendo per 6  preferenze il  deputato Massimo De Rosa (793 a 786).  A sostenere la sua candidatura la lista Movimento Cinque Stelle. 

 

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