Paiato e Musso, due madri a confronto

  • Milano/Teatro

MILANO Sola in scena una donna, Maria Croce, ragazza madre, ex prostituta, ultima degli ultimi, nel corpo, nei sentimenti e nella lingua. Così apparirà, da stasera a domenica, al Teatro Studio Melato, Maria Paiato nel monologo “Stabat Mater - Oratorio per voce sola” di Antonio Tarantino

Diretta dalla regia di Giuseppe Marini, l’attrice veneta vestirà i panni, in una versione attualizzata, di una figura epica come la Madre del Cristo. Già, perché qui la Madre di Tarantino è una ragazza-madre prostituta di oggi, mentre il padre di quel figlio che lei attende è sposato con un’altra. Il figlio, sul quale riponeva grandi speranze, viene arrestato poi come terrorista. 

Entrano quindi in scena altri personaggi:  dalla signora Trabucco, funzionaria dell’Assistenza sociale, a Don Aldo, prete ma pur sempre uomo, soggetto ancora a reazioni perdutamente umane; dal dottor Ponzio, alias Ponzio Pilato, fautore dell’arresto del figlio, al Dottor Caraffa, alias Caifa, colui che imprigionerà e condannerà il figlio.

Altre madri piene di dolore saranno invece quelle raccontate da  Giuliana Musso che, da stasera a domenica sarà all’Elfo Puccini nel suo nuovo monologo, “Mio Eroe” per dar voce alle madri di alcuni militari italiani caduti in Afghanistan, tra il 2001 ed il 2014, durante la missione ISAF.

ANTONIO GARBISA

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