A Jessica il killer scriveva «tvb»

  • MILANO/JESSICA

CITTA' «Ciao bimba sai che tvb. E ci tengo un casino a te! Ti giuro e te lo scrivo, sei dentro al mio cuore. A stasera». Questo scriveva a Jessica Faoro in un bigliettino trovato in casa Alessandro Garlaschi, il tranviere accusato di aver ucciso la 19enne mercoledì scorso in via Brioschi con 40 coltellate all’addome. Un uomo del quale Jessica aveva paura, tanto che il 12 febbraio ai carabinieri chiamati all’una di notte raccontò «voler lasciare la casa» del tranviere sia perché la notte tra il 31 gennaio e l’1 febbraio «mentre riposava Alessandro Garlaschi le aveva accarezzato il braccio, spaventandola; sia perché lui le aveva raccontato di rapporti occasionali avuti in passato con altre donne; sia per il rapporto ambiguo che l’uomo aveva con la sorella (in realtà si trattava della moglie, ndr)». La triste storia è ricostruita nelle carte del gip Calabi, che sostiene il movente sessuale: «Le circostanze riferite da Jessica Faoro ai carabinieri - si legge - pochi giorni prima della morte in merito agli ambigui comportamenti tenuti da Garlaschi nei suoi confronti risultano particolarmente significativi al fine di far luce sul movente della brutale e mortale aggressione di cui è stata vittima, che potrebbe essere stata preceduta da un approccio di natura sessuale respinto dalla ragazza».
La sera prima di essere uccisa, Jessica era uscita con un ragazzo conosciuto sul web ed era rincasata intorno alle 21. Mezz'ora dopo, ricostruisce il gip, Garlaschi aveva accompagnato la moglie a casa della suocera a Novegro, dove la donna aveva trascorso la notte. La mattina dopo era andato a riprenderla, apparendo «pallido e turbato», per poi raccontarle di avere ucciso la ragazza.