Ex moi, i migranti per l'integrazione

  • TORINO STRANIERI

TORINO Da quasi un anno e mezzo 20 volontari di Medici senza frontiere operano al Moi, l’ex villaggio olimpico, e aiutano  profughi e richiedenti asilo africani rimasti fuori dai sistemi di accoglienza a ottenere assistenza medica.

Dal gennaio 2017 al 30 novembre scorso, Msf ha aiutato 218 persone: quasi tutti hanno un regolare permesso di soggiorno, ma soltanto il 39,4% era iscritto al Servizio sanitario nazionale. Oltre all’assistenza sanitaria, l’opera dei volontari di Msf ha permesso ai migranti di fare un passo avanti verso l’integrazione: dopo un periodo di formazione alcuni di loro hanno affiancato i volontari come facilitatori linguistici e mediatori culturali. Da novembre, dopo la firma di un accordo tra Msf e l’Asl Città di Torino,  hanno cominciato a lavorare anche nelle strutture sanitarie dove arrivano molti altri inquilini dell’ex villaggio olimpico. Inoltre partecipano alla produzione di materiale informativo scritto in più lingue.

Il quadro è descritto nel rapporto “Fuori campo”, presentato giovedì a Roma, sulle condizioni di vita di richiedenti asilo e rifugiati che - pur essendo legalmente in Italia - sono fuori dal sistema di accoglienza. In Italia Msf ha censito 50 insediamenti informali che ospitano quasi 10 mila persone. Cinque di questi sono a Torino. 

ANDREA GIAMBARTOLOMEI