Le Lettere di Bregovic da Sarajevo

  • Musica/Torino

TORINO È un artista molto amato nel nostro Paese, dove torna spesso e volentieri a suonare, raccogliendo ogni volta entusiastici consensi. Goran Bregovic arriva a Torino e domenica al Colosseo (ore 18, da euro 31) riproporrà con un'orchestra di 18 elementi la sua collaudata e coinvolgente miscela di fanfare gitane, polifonie e poliritmie bulgare, chitarre elettriche e tastiere dagli accenti rock. 

In scaletta ritroveremo i brani di “Tre lettere da Sarajevo”, lavoro incentrato sul tema della diversità religiosa e della coesistenza pacifica. Un disco che ben descrive il “melting pot” che è la cifra umana e artistica dello stesso Bregovic.

«Sono di Sarajevo – spiega – sono nato su una frontiera: l’unica dove si incontravano ortodossi, cattolici, ebrei e musulmani. Mio papà è cattolico, mia mamma è ortodossa, mia moglie è musulmana. E mi sento anche un po’ gitano, forse perché per mio padre, colonnello dell’esercito, era inaccettabile che facessi il musicista, un mestiere “da gitano”, come diceva lui».

In alternativa, due  serate di rock indipendente allo Spazio211 con Ritmo Tribale (oggi) ed Edda (domani), mentre alle Officine Ferroviarie domani si esibiranno gli emergenti torinesi Atlante.

Musica irlandese, invece, stasera al FolkClub con il talentuoso violinista Martin Hayes, che si esibirà sia da solo, sia accompagnato dal chitarrista scozzese Michael Bryan, ai quali si uniranno gli italiani Michel Balatti e Fabio Rinaudo.

DIEGO PERUGINI

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