Ferrari: Sisters? Una grafic novel sul successo

  • Isabella Ferrari/Iaia Forte/Pino Le Pera

ROMA «Io e Iaia (Forte, la coprotagonista, ndr), insieme al regista Valerio Binasco, abbiamo cercato di trovare la giusta misura tra odio e tenerezza che caratterizza il rapporto tra i nostri personaggi, i quali, tra l’altro, sono piuttosto diversi per disposizione d’animo. Il mio, nonostante l’infermità di cui è vittima, è molto più positivo, il suo è invece devastato interiormente». Così Isabella Ferrari di scena fino all’11 febbraio con “Sisters” all’Ambra Jovinelli.

Lei come definirebbe questo spettacolo?
Una sorta di grafic novel sul successo e l’insuccesso, con particolare attenzione ai traumi che intervengono nella vita di una persona.

Dopo oltre 35 anni di carriera, si sente più a suo agio nel cinema o su un palco?
Al teatro sono arrivata tardi e lo trovo molto impegnativo a livello fisico. Però per un attore credo sia il contesto migliore per accogliere il suo talento, la sua creatività. Nel cinema, l’importanza del regista è preponderante.

Quali saranno i suoi impegni nel 2018?
A primavera uscirà “In viaggio con Adele”, dove recito, tra gli altri, con Alessandro Haber e poi mi si vedrà in “Euphoria” di Valeria Golino.

Cosa consiglierebbe a chi volesse diventare un attore?
Fino a qualche anno fa, avrei proprio sconsigliato di intraprendere questa strada! Oggi, invece, dico che, innanzitutto, non bisogna mai smarrire la propria passione, il proprio istinto. A prescindere dal fatto che certe esperienze possano trasformarsi in un lavoro o meno.

 

DOMENICO PARIS