Primi quattro indagati per l’incidente a Pioltello

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MILANO Disastro ferroviario colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose. Sono i reati che la Procura di Milano ha contestato ai primi quattro indagati - l’ad di Rfi Maurizio Gentile e il manager Umberto Lebruto (direttore della produzione), l’ad di Trenord Cinzia Farisé e il direttore operativo Alberto Minoia - per il tragico deragliamento del treno avvenuto a Pioltello. Al momento le società in quanto tali non sono indagate. L’iscrizione dei quattro manager, viene precisato in ambienti giudiziari, si è resa necessaria per permettere loro di nominare i consulenti e di partecipare agli accertamenti irripetibili che verranno eseguiti nei prossimi giorni, come l’autopsia sui corpi delle tre vittime del disastro ferroviario (Giuseppina Pirri, Pierangela Tadini e Ida Maddalena Milanesi) e la super perizia nello scalo ferroviario di Pioltello. Intanto la Procura, dopo una lunga riunione, ha formalizzato la nomina agli ingegneri Fabrizio D’Errico e Roberto Lucani, alla Polfer per eseguire accertamenti sui binari e a un consulente informatico.

Lettera a Mattarella

Una quindicina di Comitati pendolari della Lombardia hanno scritto una lettera al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per chiedere un «gesto di vicinanza concreta per le vittime» del grave incidente di Pioltello, un impegno per l’accertamento della verità sulle sue cause «affinchè ciò non si ripeta», maggiore attenzione su qualità e sicurezza del trasporto pubblico e sui problemi quotidiani dei suoi utenti.

METRO

 

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