Cavie umane per i diesel È bufera in Germania

  • Inquinamento

ROMA Non solo scimmie, ma perfino esseri umani utilizzati come cavie per test sugli effetti dell’inalazione di ossido di azoto. Sono quelli che, secondo l’inchiesta pubblicata dai quotidiani tedeschi Sueddeutsche Zeitung e Stuttgarter Zeitung, avrebbero effettuato le case automobilistiche Volkswagen, Daimler e Bmw per provare gli effetti dei gas di scarico dei motori diesel. Una nuova batosta sull’industria automobilistica tedesca. Gli esperimenti sarebbero stati condotti dall’università di Aquisgrana tra il 2013 e il 2014 per conto di un’agenzia sanitaria specializzata nel settore dei trasporti, Eugt, per i tre marchi e il fornitore tedesco Bosch.

Venticinque volontari

La notizia dei test sulle scimmie era stata rivelata qualche giorno fa dal Nwe York times ma ora il caso ha preso una nuova dimensione, quando la stampa tedesca ha rivelato che i test sarebbero stati effettuati anche su circa 25 persone in buona salute. Immediatamente, il governo tedesco ha convocato un incontro speciale con le case automobilistiche.
Bernd Althusmann, ministro dell’Economia della Bassa Sassonia ha descritto questi esperimenti come «assurdi e imperdonabili». Althusmann chiede anche una «indagine approfondita» e che abbiano «gravi conseguenze personali» i responsabili dei test. «Eticamente ingiustificabili»: così, lapidaria la cancelliera tedesca Angela Merkel ha commentato le notizie: «L’indignazione di tante persone è del tutto comprensibile».

La precisazione dell'università

Una vicenda che, nonostante le spiegazioni arrivate ieri pomeriggio dall’università che ha effettuato il protocollo, assume contorni inquietanti: «I test sui gas di scarico fatti sulle persone furono realizzati per verificare la sicurezza delle condizioni di lavoro dei dipendenti dell’industria dell’auto», ha scritto in una nota il policlinico universitario RWTH di Aquisgrana, sottolineando che lo studio sulle emissioni di diossido di azoto fu autorizzato dal comitato etico dell’università. Questi test, afferma, non avevano «nulla a che fare contenutisticamente con la questione del dieselgate», «né avevano alcun collegamento con gli esperimenti fatti sulle scimmie citati dal New York Times». E ha provato a spiegare: «Il carico a cui sono stati sottoposti i soggetti dei test era chiaramente inferiore rispetto ai livelli di concentrazione che si possono riscontrare in tanti posti di lavoro in Germania. E in conformità con questo nessuno ne è stato danneggiato». E non fu riscontrato alcun effetto avverso.

Agevolazioni in ballo

Dopo quattro settimane in ognuno dei 25 partecipanti è stata analizzata la funzionalità dei polmoni e sono stati misurati i segnali spia dell’infiammazione in sangue, secrezioni nasali, saliva e respiro. Tutte e tre le case automobilistiche hanno preso con fermezza le distanze dall’organismo di ricerca in questione, ormai cessato. Secondo la stampa, però, anche se gli studi erano stati finanziati dall’Eugt, erano i giganti automobilistici a finanziare l’organizzazione, sperando che la ricerca avrebbe difeso la reputazione “verde” del diesel e le preziose agevolazioni fiscali che ne derivavano.

STEFANIA DIVERTITO

Articoli Correlati

Affonda la SanchiOra l'incubo marea nera

A lanciare l'allarme è Greenpeace. Si teme per lo sversamento di 136 mila tonnellate di greggio

Marchio di bibitasu chela di astice

Emerge dalle profonde acque canadesi l'ennesima prova dell'inquinamento marino

L'Italia sta messa male:57mila morti l'anno per smog

I dati di Global Alliance on Health and Pollution