Un "Inconveniente tecnico" che manca di rispetto

  • Maurizio Guandalini

Circolazione interrotta tra Treviglio e Milano a causa di un inconveniente tecnico ad un treno. In questo messaggio di Trenord, comparso ieri alle 8, sui social, dopo il tragico incidente ferroviario, c’è la storia del trasporto locale. Come sono tenuti in considerazione i viaggiatori-clienti. Qual è lo stato delle cose. Un burocratese di circostanza. Per marcare le distanze. Da quella che è la realtà. Con i comunicati ufficiali usati per minimizzare. Convenzione d’uso. Fatalità. O prevedibile. Uno scambio che non è partito. Un binario che si è rotto. Casuale. Comunque sia, l’incidente di Pioltello fa emergere, in modo prepotente, la situazione del trasporto regionale. Pendolare. La manutenzione delle tratte: binari vecchi, scambi  bloccati, passaggi a livello a fisarmonica.  E quei ferri vecchi che ci corrono sopra. Treni affollati, con i wc chiusi, le carrozze calde d’estate e fredde di inverno, poco puntuali, per la modica cifra di biglietti ritoccati, dalla Regione, ogni volta che entra in vigore il nuovo orario. 4 mila miliardi di treni nuovi per i pendolari: è lo slogan che da Roma a più rintocchi si sente da qualche anno. Poi scopri che ci sono ritardi burocratici. Appalti. Aste. I treni si vedranno nel 2020. Ma non ci sono aziende che li hanno già pronti per la consegna?  In Cina, qualche giorno fa, 1500 persone hanno costruito, in 9 ore. una stazione ferroviaria. Darsi una mossa, no? Non c’è uno straccio di politico, locale o nazionale, che si prende cura della faccenda. I viaggiatori, malgrado loro, sono rassegnati e urlano la loro rabbia al vento.  Domani è un altro giorno. Abbiamo scritto la stessa trama nel precedente disastro ferroviario in Puglia.  Se si vuole si può. Manca la ricettività politica. Capire che la sicurezza dei viaggiatori è un bene sacro. Perché i problemi si aggiustano e si risolvono con la partecipazione dei cittadini ma occorre che dall’altra sponda vi siano persone disposte all’ascolto e non a una veloce scrollata di spalle. Formale e pedante come quell’annuncio sui social dopo il disastro di Pioltello. Questione di civiltà. E di rispetto della vita.

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