Poste: un successo l’ufficio multilingue

  • MILANO/POSTE

PAOLO SARPI La signora Zu chiede in italiano: «Chi è il prossimo?». «Basta prendere il biglietto…!» è la risposta – probabilmente, visto che è pronunciata in mandarino – di un’altra utente âgé. Una scena piuttosto comune nell’ufficio postale di via Lomazzo, uno dei 27 uffici postali multilingue che la spa guidata da Matteo Del Fante ha aperto negli ultimi due anni nelle principali città italiane (da Roma a Prato, da Venezia a Palermo) per favorire l’integrazione e rispondere alle esigenze degli immigrati. Ai sette sportelli attivi di via Lomazzo, infatti, gli impiegati parlano cinese (siamo in piena Chinatown), ma anche spagnolo, inglese, e naturalmente l’italiano. 
È un esperimento, fa sapere Poste, questo spazio “ultraterritoriale” nel quartiere Sarpi, il primo in Lombardia, rientra nel “Progetto Multilingua”. È un normale ufficio postale, ma con alcune differenze: il gestore delle attese, per esempio, invece di indirizzare la clientela ai diversi servizi, è predisposto alla scelta della lingua straniera e all’operatore madrelingua. 

«Durante l’orario di lavoro parlo più cinese che italiano», racconta Jan-Jan, 28 anni, italiana di seconda generazione, nata ad Alessandria, trasferitasi a Milano,  «i sicuro siamo un ufficio particolare... Ancora oggi, a due anni dall’apertura, arrivano clienti stupiti dal fatto che parliamo la loro lingua. La voce si è diffusa. Ormai c’è un rapporto stretto con gli utenti, quando cammino per via Paolo Sarpi, saluto persone in continuazione perché molti mi riconoscono». 

Altra particolarità è che tutti gli sportelli sono abilitati ai servizi “Sportello Amico”: i cittadini possono quindi richiedere, oltre ai tradizionali servizi, la documentazione per la richiesta e il rinnovo dei permessi di soggiorno. 
«A volte gli utenti arrivano qui ancora con le buste chiuse e mi chiedono di leggere cosa contengono, chi è il mittente e cosa devono fare. Una volta una signora ci ha confuso con un caf! E naturalmente nessuno di noi si sottrae a queste funzioni extra» continua Jan-Jan. Leiè entrata in Poste a inizio 2015, assunta proprio in previsione dell’avvio del “Progetto Multilingua”. 
 Ma come hanno reagito i vecchi utenti italiani? «All’inizio erano spaesati, non capivano perché il distributore differenziasse i bigliettini in base alla lingua e non ai servizi, ma ormai è tutto passato e anche gli italiani si sono abituati», conclude la sorridente sportellista italo-cinese. Andrea Sparaciari