Arrestato in Spagna il superlatitante Pellegrinetti

  • BANDA DELLA MAGLIANA

SPAGNA È finita domenica  in un lussuoso superattico del centro di Alicante, in Spagna, la latitanza dorata di Fausto Pellegrinetti, boss della nuova Banda della Magliana. È stato un pool di poliziotti italiani e spagnoli a serrargli le manette ai polsi alla vigilia del suo compleanno, il 76esimo, che cadeva proprio ieri: nell'ottobre del 1993 era evaso dalla clinica romana “Belvedere Mondello”, dove era ricoverato ai domiciliari, e dal 2003 era inseguito da un mandato di arresto europeo. Con lui, gli uomini della Squadra mobile di Roma avevano un conto in sospeso, dopo un primo arresto datato 1977, in un residence di via Aurelia. Domenica pomeriggio, quando hanno fatto irruzione nel suo appartamento vista mare gli hanno chiesto “Ti ricordi di via Genova?”. Pellegrinetti, sorpreso di essere chiamato per nome - lui che negli anni aveva fatto collezione di alias e che aveva in tasca l'ennesimo documento falso  - ha risposto «È un po' che ci manco». «Sono quelli di via Genova che ti stanno arrestando», la replica.
 Una storia lunga 50 anni
 Luigi Silipo, dirigente della Squadra Mobile della capitale, non ha dubbi: «La storia di Pellegrinetti - ha spiegato - ripercorre più di 50 anni di storia criminale di Roma». Legami con il clan dei Marsigliesi, con la Banda della Magliana, con cosche della ‘ndrangheta e famiglie di camorra; un lunghissimo elenco di precedenti che comprendono traffico di droga, riciclaggio, reati contro il patrimonio e ricettazione; una condanna definitiva a 13 anni e 5 mesi di reclusione. «Con la sua cattura -hanno ricordato gli investigatori -  vogliamo mandare un messaggio a tutti i grandi latitanti: non importa quanto tempo passa, noi abbiamo la pazienza per arrivare a prendervi».

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