Riecco Paulo Sergio "Di Francesco ha bisogno di tempo"

  • L'intervista

CALCIO  Ed eccolo qui, Paulo Sergio. Questa sera la vecchia conoscenza del calcio italiano sarà ospite negli studi di Fox Sports per il match di Bundesliga tra Bayern Leverkusen e Bayern Monaco (squadre in campo alle 20.30) e nel pomeriggio proprio negli studi milanesi di Fox Sports ha incontrato i giornalisti. Il suo italiano è ancora splendido e non ha mai dimenticato i suoi due anni romani alla corte di Zeman (1997-1999): oggi è ambassador della Bundesliga. Del resto, con il Bayern Monaco ha vinto una Champions League, due scudetti ed una Coppa Intercontinentale.

Il suo passato italiano è tinto di giallorosso. Continua ancora a seguire la Roma?
Certo. Un anno fa sono anche tornato a trovare i vecchi compagni. La cosa che mi dispiace veramente tanto è che la Roma in questi anni avrebbe potuto vincere. È stata sempre lì in lotta per obiettivi importanti ma poi le è sempre mancato qualcosa.

E adesso pare sia in crisi.
Io dico solo che Di Francesco alla Roma ha bisogno di tempo.

Mi sta dicendo che anche Guardiola al Manchester City il primo anno…
Esatto (ride). E guardi che lì i soldi non sono certo un problema. 

Come vece il suo vecchio compagno di squadra Francesco Totti come dirigente?
Bene. E poi guardi, lui a Roma può fare qualsiasi cosa.

Come si trova come ambasciatore della Bundesliga?
Francamente benissimo. Il campionato tedesco ultimamente è cresciuto molto: Klinsmann (ex ct della nazionale, ndr), dopo il 2002, ha fatto una grande opera di rinnovamento ed i club lo hanno seguito investendo molto nel settore giovanile. Ed i risultati si sono visti. Io ho lavorato anche nello scouting del Bayern.

A proposito, come mai non è scattato il feeling con mister Ancelotti in Baviera?
Ancelotti ad un certo punto ha perso lo spogliatoio. È un grande allenatore ed un grande uomo, ma dopo la sconfitta con il Psg qualcosa si è rotto.

Però prima di lui anche Guardiola, che non è l’ultimo arrivato, è andato via con la squadra contro. Non deve esserci un ambientino facile a Monaco. 
Vede, quando in una squadra ci sono giocatori importanti da otto, dieci anni, come a Monaco, cambiare radicalmente non è sempre una cosa positiva.

La Germania ha puntato sui giovani ma il Bayern Monaco è imbottito di vecchietti. Robben, Ribery, Rafinha, mi vengono in mente solo trentenni.
No, la società sta investendo molto sui giovani, ma i nuovi arrivati devono aspettare il loro turno per avvicendarsi in maniera naturale.

Lei ha criticato l’arrivo di Douglas Costa alla Juventus dal Bayern. Come mai?
Ho solo detto che Douglas Costa avrebbe potuto fare molto bene in Germania, doveva solo aspettare un pochino, avere un po’ di tranquillità per trovare il suo spazio.

Senta, io glielo dico. A parte il famoso gol alla Juventus, io ricordo un suo fantastico gol al Milan in una partita poi finita 5-0. Scatto, Costacurta lasciato sul posto e Rossi rimasto a guardare la palla che entrava. Se lo ricorda?
le racconto una cosa. Quando andai in nazionale, con il Brasile, facemmo una amichevole contro il Milan. C’erano Baresi e Weah, per dirne due. una squadra fortissima. Fu una grande partita e feci bene. Quando, poi, anni dopo mi sono ritrovato il Milan contro, in campionato con la Roma, mi sono detto che non potevo non sbagliare. E così fu. 

A.B. 

 

 

 

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