Mastandrea: La tristezza può essere divertente

  • Valerio Mastandrea/La linea verticale

INTERVISTA Quando saper sorridere del dramma è un’arte. La location è un ospedale. La malattia il punto di partenza e l’umanità il punto di arrivo. La storia vera, vissuta da Mattia Torre (già autore di Boris) capace di restare in un equilibrio perfetto tra sorriso e dramma. Come “La linea verticale” che dà il titolo alla innovativa serie da lui diretta, già su Raiplay e dal 13 su Rai3. Protagonista Valerio Mastandrea che sa bene che «la tristezza spesso è divertente». Lo ha imparato sulla sua pelle in decenni di tv e cinema e oggi lo dimostra nei panni di questo malato che scopre,c ome dice l’attore, «la vera importanza della vita, anche se farlo e rivivere la vera esperienza di Torre è stato devastante, a tratti mentre giravamo pensavo di non farcela».

E, invece, ha dato al suo malato sudore, lacrime, energia,oltre ogni retorica. E che altro?
Spero di aver anche reso l’impotenza e il lato nero della sanità italiana.

Ma, oltre la tv, cosa dovremmo aspettarci dal suo debutto in regia?
Sono tanti anni che ce l’ho in mente ma ho potuto realizzarlo solo ora. Si intitolerà Ride e sarà un film triste ma che fa ridere, come lo ha definito Paolo Virzi, che parte da un morto sul lavoro, una vedova e un funerale.

Com’è trovarsi dall’altra parte della macchina da presa?
Veder lavorare gli attori è stato bellissimo e sino a oggi avevo  avuto poche esperienze, un corto e poi sul set di Non essere cattivo. Mi ha ricordato quanto è bello fare l’attore.

 

SILVIA DI PAOLA