Gentiloni: "Roma? Dal Comune c'è riluttanza"

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"Roma non è una città che si possa governare semplicemente cercando di gestire la sequela di emergenze che si presentano giorno per giorno e settimana per settimana. Un po' perché sono questioni sedimentate da tanto tempo e l'amministrazione della città, che oggi non è il massimo dell'organizzazione, farebbe fatica. Anche avendo il massimo di efficienza, si deve guardare a Roma con una prospettiva di lungo termine". Lo ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni partecipando all'iniziativa Una Costituente per Roma. 

"Sospettosa riluttanza". "Il governo non sta alla finestra rispetto alle crisi e  alle difficoltà che attraversa la capitale", ha detto il presidente del Consiglio.   "Noi siamo il governo della Repubblica e nei confronti di una città come Roma abbiamo ovviamente uno spirito di collaborazione anche se dall'altra parte c'è spesso una sospettosa riluttanza ad accettare questa collaborazione", ha aggiunto Gentiloni.   "Il governo c'è", ha concluso il premier, "perché questa magia universale merita respiro lungo, grande e ambizioso lavoro". 

Calenda.  E non solo. "Il 'avolo per Roma andrebbe istituzionalizzato a patto che la richiesta sia condivisa dalla sindaca, Virginia Raggi, che si impegni a partecipare in prima persona mettendoci anche del capitale politico", ha detto il ministro per lo Sviluppo economico, Carlo Calenda, nel suo intervento al convegno su Roma capitale. Guardando alla situazione attuale del confronto con la Raggi, Calenda ha sottolineato che "così il tavolo rimane un fantasma, bisogna implementare i progetti e per questo rompo le scatole alla Raggi in maniera costruttiva. tutto quello che possiamo fare con la Regione lo portiamo avanti anche senza la sindaca di Roma". Comunque "per Roma non possiamo pensare di stare fermi sulla riva del fiume aspettando che passi il cadavere", ha osservato Calenda, annunciando che aprirà il tavolo quando ci saranno due o tre progetti pronti. "Quello che manca - ha detto ancora il ministro - sono i processi di lavoro e io, così, non ho una controparte". 

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