Sul futuro di Atac regna l'incertezza

  • Roma Trasporti

ROMA L’Atac rischia di arrivare al capolinea dal prossimo 27 gennaio, anzi no. Quella di ieri è stata un’altra giornata di incertezze e polemiche sul futuro della municipalizzata dei trasporti. In mattinata l’assessora capitolina alla Mobilità Linda Meleo aveva esordito: «Se il concordato non dovesse andare a buon fine e tramutarsi in un fallimento aziendale o in una amministrazione straordinaria già dal 27 gennaio ci sarebbe il rischio di blocco del servizio». Parole espresse durante la seduta delle commissioni capitoline congiunte Mobilità e Bilancio, dove è stata illustrata la proposta di delibera per prorogare fino al 3 dicembre 2021 l’affidamento ad Atac del servizio di trasporto pubblico nella Capitale. «Se non ci fosse la proroga che supporta il piano industriale -ha spiegato Meleo- il pericolo di blocco del servizio sarebbe molto concreto». Salvo poi ritrattare nel pomeriggio: «A Roma non c’è nessun rischio paralisi del servizio di trasporto pubblico. Alcune mie dichiarazioni sono state mal interpretate».

Sui rischi concreti di default in Atac hanno pochi dubbi i Radicali italiani, che da ieri sono in presidio permanente in Cacampidoglio fino a quando non sarà indicata dalla sindaca la data del referendum promosso da loro per chiedere ai romani se voglio che la municipalizzata apra ai privati.

PAOLO CHIRIATTI

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