L'allenatore dell'Italia? Sarà un pezzo grosso

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CALCIO Il valzer delle panchine può cominciare. Senza fretta, ma con la certezza che qualcosa di grosso accadrà. Mica per altro: dovendo trovare un ct per la Nazionale, si scatenerà poi il classico effetto domino che avrà ripercussioni un po’ qua e un po’ là. Nel Bel Paese e non solo. Intanto, la premessa è che la Federazione ha stanziato la bellezza di dieci milioni all’anno per un ingaggio di cinque milioni netti: non bruscolini, anzi. Risultato: si andrà su un pesce grosso. Da scegliere presumibilmente tra tre: Ancelotti (il solo libero), Conte e Mancini. E se il primo aveva declinato il blitz di Tavecchio subito dopo il ko contro la Svezia, non è detto che possa ripensarci: vero però anche che su Carletto potrebbe fiondarsi anche la Roma nel caso in cui Di Francesco fallisse l’obiettivo Champions. E Conte? Per adesso litiga brutalmente con Mourinho e ieri il portavoce del portoghese gli ha provocatoriamente chiesto se si ricordi dell’Epo. In futuro, chissà: ha già detto di avere nostalgia dell’Italia intesa come Paese, magari potrebbe non essere insensibile alla panchina azzurra. Dove invece si siederebbe quasi senza fiatare Mancini, pure lui già corteggiato in passato e mica tanto convinto di restare allo Zenit. Un quarto incomodo? Allegri, sì. Nonostante sia sotto contratto con la Juve a cui piace Simone Inzaghi. Non resta che attendere.

DOMENICO LATAGLIATA

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