Sul caos rifiuti ipotesi Abruzzo

  • Rifiuti di Roma

ROMA Dopo l’Emilia Romagna, il soccorso per smaltire i rifiuti di Roma arriva dall’Abruzzo, ma con riserva. «Noi vogliamo conoscere le quantità, i tempi e quello che si sta facendo per riorganizzare il ciclo dei rifiuti Roma. Cioè quanto deve durare questa solidarietà che noi vogliamo mettere in campo e soprattutto qual è lo sforzo straordinario che sta facendo Roma per non trovarsi permanentemente nell’emergenza. Abbiamo oltre 250 mila tonnellate l’anno in più di capacità da offrire, ma non la vogliamo consumare rispetto alla pigrizia, la vogliamo consumare rispetto ad uno scuotimento organizzativo». Ha spiegato ieri il presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso.

L’ipotesi abruzzese è spuntata dopo il tira e molla sul conferimento dei rifiuti non trattati della capitale da inviare in Emilia Romagna. La Regione si era fatta avanti, su sollecito di Ama, ma l’assessora capitolina all’Ambiente Pinuccia Montanari ha deciso per il dietro front, spiegando che le tariffe chieste da Bologna (200 euro a tonnellata) sono troppo alte. Ma tra i motivi ci sarebbe anche il timore di speculazioni politiche: l’Emilia è governata dal dem Stefano Bonaccini. Ieri l’assessora Montanari è tornata ad attribuire al Pd e alla Regione Lazio i ritardi sui nuovi siti per trattare i rifiuti romani. Sulla situazione al limite del collasso è intervenuto ieri il segretario del Pd Matteo Renzi, che rivolgendosi agli amministratori grillini li ha esortati: «Fatela finita e ripulite la città». E il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha rincarato: «Roma non può permettersi una tale emergenza».

PAOLO CHIRIATTI

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