Per Spelacchio parte l'esposto

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ROMA Nel bene, e soprattutto nel male, Spelacchio è una celebrità. Il tradizionale albero di Natale allestito in piazza Venezia, che sta agonizzando sotto gli occhi di romani e turisti, da alcuni giorni è famoso anche sui social russi, ribattezzato “toilet-brush” (spazzolone per sanitari).

Ma al di là delle ironie che si stanno scatenando anche sul web in Italia, a breve potrebbe aprirsi un fascicolo d’inchiesta sull’abete di 22 metri arrivato lo scorso 8 dicembre dalla Val di Fiemme. Per l’associazione dei consumatori presieduta da Carlo Rienzi quell’albero rappresenta una «figuraccia internazionale». Per il Codacons i costi di trasporto dell’albero (48.600 euro, il triplo rispetto allo scorso anno) rappresentano un danno erariale. Inoltre per l’allestimento della pianta il Comune ha adottato una procedura d’urgenza con affidamento diretto alla società che lo ha trasportato dal Trentino a Roma, muovendosi solo a novembre. Eppure l’allestimento dell’albero è un evento ampiamente prevedibile.

Dal Campidoglio fanno sapere che Spelacchio non sarà sostituito,  ieri il capogruppo capitolino M5S, Paolo Ferrara ha abbozzato una difesa, spiegando che non si può giudicare un’amministrazione da un albero che quando è illuminato è bellissimo. Ma la questione brucia, tanto che la sindaca Raggi avrebbe commissionato un’indagine interna al dipartimento Ambiente per stabilire le cause del degrado prematuro del povero Spelacchio.

PAOLO CHIRIATTI

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