È bufera sul rimpatrio delle salme di re e regina

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ROMA «La traslazione della salma di Vittorio Emanuele III in Italia «preoccupa» la comunità ebraica di Roma che si augura resti lontana dalla Capitale. «La coincidenza dell’inizio dell’anniversario per gli 80 anni dalla promulgazione delle leggi razziali e il ritorno in Italia della salma del re che le controfirmò e permise al fascismo di prendere potere, crea disagio e preoccupazione, soprattutto in un Paese che non ha mai davvero fatto i conti con la sua storia - scrive la comunità - preso atto che la salma è già in Italia, l’auspicio è che né ora né in un lontano futuro possa essere traslata in un luogo in cui gli si possa rendere omaggio, men che meno a Roma, a poca distanza dal luogo in cui gli ebrei furono deportati dai nazifascisti».

Guerra tra i discendenti

È bufera sul ritorno in Italia, in rapida sequenza, delle salme della regina Elena e di re Vittorio Emanuele III. Entrambi traslati al Santuario di Vicoforte di Mondovì, nel cuneese, la prima in gran riserbo venerdì scorso da Montpellier e il secondo ieri con un aereo militare da Alessandria d’Egitto (volo di Stato di cui Sinistra italiana chiede conto al governo). Ma è guerra anche tra i discendenti. Vittorio Emanuele di Savoia, nipote del penultimo re d’Italia, è «rimasto sconvolto dall’iniziativa della sorella Maria Gabriella». E insieme al figlio, Emanuele Filiberto, rilancia la «collocazione naturale definitiva al Pantheon di Roma».

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