Otto italiani su dieci si curano da soli

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ROMA Quasi 50 milioni di italiani soffrono di piccoli disturbi (mal di schiena, mal di testa e gastriti) che ne intaccano la funzionalità quotidiana. Ma la soluzione adottata da 46 milioni di loro è l’automedicazione, cioè il ricorso a farmaci da banco senza prescrizione medica, perchè «ognuno conosce i propri disturbi» ed è «il modo più rapido». È quanto emerge da un’indagine Censis, nella quale si delinea un’automedicazione informata, consapevole e fondata su un approccio cauto al farmaco da banco. «Non è un processo di liberazione dal sapere medico - nota il Censis - ma di crescente capacità di applicare in autonomia le indicazioni ricevute da medico e farmacista».

Benefici per il Ssn

L’automedicazione responsabile genera benefici per le persone che hanno piccoli disturbi, con 17,6 milioni di italiani per i quali, l’ultima volta che hanno fatto ricorso al farmaco, esso è risultato decisivo per guarire. Ma anche per l’economia, con 15,4 milioni di lavoratori che automedicandosi non hanno perso la giornata. E infine per lo stesso Servizio sanitario nazionale, con 17 milioni gli italiani che soffrono con frequenza di piccoli disturbi ma non si rivolgono a strutture Ssn.

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