Austria, l'esplosione infiamma i prezzi del gas

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AUSTRIA È di un morto e almeno 18 feriti gravi il bilancio dell’esplosione che ha trasformato in una «palla di fuoco» il centro di distribuzione gas di Baumgarten an der March, in Austria, uno dei principali hub energetici europei. L’impianto austriaco, da cui transita il gas in arrivo da Russia e Norvegia, ha subito «danni rilevanti» - ma il ripristino dei flussi è stato annunciato nella notte - con ripercussioni che si sono fatte sentire anche sull’Italia. Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, aveva dichiarato lo “stato di emergenza” sull’approvvigionamento. La Snam, però, aveva rassicurato sulla copertura garantita dagli stoccaggi «per alcuni giorni, una settimana».

Stangata in arrivo

Prevedibili le conseguenze negative sulle bollette: i costi del gas sul mercato “spot” (dove si fa il prezzo giorno per giorno, con cui si calcola ogni tre mesi anche la variazione della tariffa) dopo l’incidente sono cresciuti del 90% (e già si erano impennati per l’improvvisa ondata di gelo). Non potendo toccare più di tanto gli stoccaggi - da lasciare per i mesi con maggiore fabbisogno di gennaio e febbraio - l’Italia dovrà acquistare sul mercato del giorno per giorno, collaborando all’aumento della domanda e quindi dei prezzi. «Quello che stiamo vivendo è un problema normale quando l’Italia come l’Europa puntano tutto sull’import di gas», ha spiegato l’ad di Eni, Claudio Descalzi, ricordando che il nostro paese importa attualmente il 90%, mentre l’Europa il 70%.

Calenda: «Urge il Tap»

Il ministro Calenda ha evidenziato l’importanza di un’alternativa come il Tap, il gasdotto Trans-adriatico - contestato per l’impatto dell’approdo in Puglia - che dovrebbe portare in Italia gas naturale proveniente dall’area del Mar Caspio. «Con l’esplosione in Austria abbiamo un problema serio - ha detto il ministro - il gasdotto Tap serve a questo: se avessimo il Tap non dovremmo dichiarare lo stato d’emergenza».

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