Gentiloni sulla manovra: «Priorità giovani e lavoro»

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ROMA «Cerchiamo di concentrare le forze e le risorse nei grandi obiettivi - lavoro e giovani - non rinunciamo alle priorità della legge di Bilancio annegandole in una nuvola di segnali». Così il premier Gentiloni prova ad arginare il tradizionale “assalto alla diligenza”, aggravato dal clima pre-elettorale. Intanto la Commissione Bilancio della Camera ha dichiarato inammissibili «per estraneità di materia o per difetto di copertura» oltre 2.000 dei 6.000 emendamenti che erano stati presentati.

Promossi e bocciati

Hanno superato il vaglio quello che aumentano da 4 a 8 le mensilità di indennità minima da corrispondere in caso di licenziamento non giustificato e quello che riduce da 36 a 24 mesi la durata massima dei contratti a termine presso lo stesso datore di lavoro. Bocciate le proposte Pd e M5S per l’abolizione definitiva dei vitalizi, quelle per la riforma della governance di Inps ed Inail e quella sul Coni (che mirava a prolungare il mandato del presidente Malagò). Salta anche - salvo riammissioni dell’ultima ora - la stretta sull’uso del cellulare alla guida che stabiliva l’inasprimento delle sanzioni. Stop all’emendamento che prevedeva allarmi anti-abbandono per i seggiolini dei bimbi montati in auto.

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