Economia e green, qual è il futuro del verde

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Dissesti. Siccità L'acqua come petrolio. Pericolo clima. Come riconnetterci con la natura? L'economia alla prova dell'impronta ecologica. L'ambiente promesso. Quello che, forse, sarà. Ma non ne abbiamo certezza. Le fonti alternative, l'altro verde, l'impresa 4.0 e la rivoluzione produttiva. L'occasione è l'anteprima nazionale del volume Future Energy, Future Green, edito da Mondadori Università, in uscita il 18 gennaio 2018. La Fondazione Istud  insieme alla Rappresentanza a Milano della Commissione europea, con il patrocinio del ministero dell'Ambiente  hanno costruito l'European Colloquium, Future Energy, Future Green che si terrà domani martedì 12 dicembre a Milano al Centro Svizzero (dalle 9.30 alle 13.00). Partecipazione e iscrizione gratuita (www.istud.it). Primo obiettivo, il cambio di ritmo. Mai come oggi, il green, e il vasto mondo che gli gira intorno, abbisogna di analisi, sartorialità, ago e cucito, per unire un patchwork dove si esercitano, spesso disordinatamente, la politica, l'economia, le classi dirigenti e le comunità di cittadini.

La pratica. Il male del green sono i luoghi comuni, la pittura e la scrittura di scenari fantastici e fantasmagorici dietro l'angolo. Ma nella pratica? Per questo vince la tradizione. Per terra, acqua, aria e fuoco. Nel prossimo ventennio, la popolazione aumenterà di 1,5 miliardi e il Pil crescerà del 50%. Riuscirà l'energia pulita, e l'efficienza nel suo utilizzo, a dare le risposte sufficienti? Le città attualmente contano oltre il 70% delle emissioni globali di gas serra legate all'energia. La previsione è che la popolazione urbana raggiungerà il 66% della comunità mondiale nel 2050. E' indispensabile tradurre, con determinazione, scelte innovative in pratica popolare e diffusa. La qualità delle caldaie, l'organizzazione urbana delle città, le auto del futuro, i migliori carburanti. Fino alla qualità dei vestiti. Tenendo d'occhio i settori dove c'è maggiore ritardo. Edilizia e trasporti. Un excursus sul verde che c'è già e quello che verrà.

Chi partecipa. Ne discuteranno: Marella Caramazza, Fondazione ISTUD, Francesco Laera, Rappresentanza a Milano della Commissione europea, Alessandro Marangoni, IREX Monitor e Althesys Strategic Consultants, Massimiliano Braghin, Infinit(Y)Hub, Andrea Gandiglio, network Grengooo!, Giuliana Mattiazzo, Politecnico di Torino, Alberto Dossi, Gruppo Sapio, Valentino Piana, Economista, Andrea Poggio, Legambiente, Giovanni Pede, ENEA, Andrea Farinet, Università Carlo Cattaneo – LIUC, Betta Maggio, U-Earth, Ferdinando Ponzani TEON, Tommaso Puccioni, Banale S.r.l., Valeria Valotto, Progetto QUID.