L'arcivescovo Delpini elogia le tasse

  • Milano

«Pagare le tasse non può essere inteso come fosse un rassegnarsi a un’estorsione; è piuttosto un contribuire a costruire la casa comune anche se il sistema fiscale del nostro Paese necessita di una revisione profonda». Lo ha detto l’arcivescovo di Milano Mario Delpini nel primo discorso alla città in occasione della festa di Sant'Ambrogio che ha anche elogiato l'arte del buon vicinato. E' quanto mai «urgente per chi si prende cura del bene comune di oggi e di domani: si tratta infatti di contrastare la tendenza individualistica di cui si è ammalata la nostra società». «Le persone diventano clienti - continua l'arcivescovo - i loro bisogni cercano soddisfazione nei consumi, le sicurezze si identificano con l'accumulo, lo sguardo sul futuro èmiope e la responsabilità un fastidio da evitare. Gli indici per misurare il tempo che si vive si riducono agli aspetti economico-finanziari e la notizia piu' importante della giornata èl'andamento della borsa. La società è così esposta al rischio di essere sterile, senza bambini e senza futuro, e le persone isolate, senza famiglia e senza comunità».

«L'arte del buon vicinato comincia con uno sguardo. Ecco mi accorgo che esisti» oppure «che hai bisogno, che sei ferito». E' un altro passaggio del  discorso alla città.  «Invito tutti gli uomini e le donne a rivolgere ai vicini di casa, agli abitanti del quartiere uno sguardo 'straordinario', libero dal sospetto e dal pregiudizio, che dichiari disponibilità all'incontro, all'intesa, alla prossimità». Delpini ha poi elogiato i sindaci e le forze dell'ordine, le istituzioni oneste, invitandole ad ascoltare la gente.

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