Berlusconi-Lario, contrordine sul maxi-assegno

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MILANO  Una sentenza che oltre a far discutere per i personaggi e le cifre implicate potrebbe avere riflessi rilevanti anche per i comuni mortali. Silvio Berlusconi non dovrà più versare l’assegno divorzile da 1,4 milioni di euro all’ex moglie Veronica Lario. Lo hanno stabilito i giudici della Corte d’appello di Milano, che ha dichiarato «la insussistenza dei presupposti per il riconoscimento di un assegno divorzile». Non solo. Ha anche revocato «l’assegno divorzile già disposto» a favore della ex moglie dal marzo 2014. Veronica Lario potrà ancora ricorrere in Cassazione. 60 i milioni di euro percepiti dal marzo 2014 e  che secondo la sentenza debbono essere restituiti all’ex marito Berlusconi.  Stando ai suoi legali, in seguito a una serie di compensazioni, saranno “solo” 43.
Il dibattito può riguardare anche altre coppie: i difensori del Cavaliere hanno cercato di ribaltare la situazione sostenendo che la Lario non ha più diritto agli alimenti perchè è «indipendente e autosufficiente economicamente», e hanno citato il divorzio Grilli-Lowenstein. 
«Una sentenza davvero coraggiosa, fa suo il nuovo orientamento espresso dalla Cassazione, sulla base del principio della autosufficienza economica e non più del tenore di vita», è il giudizio che esprime Gian Ettore Gassani, presidente dell’Ami, l’Associazione avvocati matrimonialisti italiani. «La Corte d’Appello dimostra che il diritto di famiglia italiano ha subito un vero e proprio scossone, che spazza via almeno quartant'anni di orientamenti giurisprudenziali. È una sentenza storica». Per la sua applicabilità, va considerato che separazione e divorzio sono «due fattispecie distinte». Quanto alla retroattività, «è un principio più volte sancito, che la Corte d’Appello di Milano ha ritenuto di applicare in questo caso». 
Anche la Camera sta già esaminando una proposta di legge che prevede lo stop all’assegno di divorzio come strumento «di indebito arricchimento», evitando comunque il «degrado esistenziale del coniuge economicamente debole».

A smuovere le carte del diritto di famiglia e degli alimenti ci ha pensato la sentenza di Cassazione a maggio sul divorzio tra l’ex ministro Vittorio Grilli e l’ex moglie Lisa Lowenstein. I giudici avevano stabilito che il parametro del mantenimento del tenore di vita goduto durante il matrimonio non era più in valido e che l’assegno divorzile spettava solo a chi non è in grado di lavorare e non può mantenersi da solo.

O.BA.

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