Fermato Roberto Spada Minniti: "Niente zone franche"

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Roberto Spada, protagonista due giorni fa dell'aggressione a una troupe della Rai 'Nemo - Nessuno Escluso', è stato fermato poco fa dai carabinieri della compagnia investigativa di Ostia. Spada è stato fermato per i reati di lesioni personali e violenza privata, aggravati dal metodo mafioso (articolo 7 della legge 152 del 1991). Oltre ad aver provveduto al fermo di Roberto Spada, i carabinieri sono al lavoro per identificare il soggetto che gli faceva da guardaspalla e che potrebbe essere intervenuto quando la troupe della Rai è stata aggredita a colpi di manganello. La scena - secondo quanto accertato dagli investigatori - è avvenuta alla presenza di una decina di testimoni che oltre a non aver mosso un dito per difendere le vittime dell'aggressione hanno anche inveito con insulti e minacce.

Minniti. Il fermo di Roberto Spada "è la dimostrazione che in Italia non esistono zone franche",  dichiara il ministro dell'Interno Marco Minniti in merito agli sviluppi dell'inchiesta sull'aggressione a Ostia. Dal titolare del Viminale il "grazie alla Procura della Repubblica di Roma e all'Arma dei carabinieri" per l'operazione condotta. 

Gentiloni. Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha espresso personalmente a Daniele Piervincenzi «la propria solidarietà per la brutale aggressione subita a Ostia da lui e dal filmmaker Edoardo Anselmi» e ha sentito al telefono il direttore generale della Rai, Mario Orfeo. Il mondo della politica è unanime nell’esprimere solidarietà alla troupe del programma di Rai2 Nemo aggredita a testate davanti a una palestra di Ostia dal fratello di un pregiudicato. Lo scenario sono le elezioni a Ostia, l’estrema destra di CasaPound che supera il 7% con l’endorsement di famiglie coinvolte in diverse vicende giudiziarie, i giornalisti che vanno a cercare reazioni. L’autore della violenza - ripresa integralmente dalle telecamere - posta anche un commento di autogiustificazione scrivendo «Voi cosa avreste fatto?», che poi cancella. La Procura apre un’indagine per lesioni gravi. 
E dal mondo politico parte la richiesta che l’aggressione non rimanga impunita. Anche CasaPound condanna la violenza e nega di avere rapporti con gli Spada. Il segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi parla di «Un atto che ha anche un terribile valore simbolico a cui lo Stato deve rispondere con la forza del diritto, riaffermando in pieno la legalità e il controllo del territorio». Di «ignobile violenza» parla il presidente del Senato, Pietro Grasso. «Di fronte a questi gravissimi gesti di intimidazione e violenza è imperativo riaffermare legalità e regole di convivenza civile»,scrive Laura Boldrini. Le Forze di Polizia «stanno lavorando sul caso perché i principi di legalità non sono derogabili e in Italia non possono esistere zone franche», filtra da fonti del Viminale secondo cui  il ministro Minniti considera la questione «molto grave per il fatto in sé, per la caratura dell’aggressore e perché è stato colpito un organo di stampa in campagna elettorale». «Difendiamo la libertà di stampa contro le intimidazioni e la violenza» ha twittato il ministro della Giustizia Andrea Orlando. Condanna dalle forze politiche di ogni colore, da Mdp a Forza Italia, da 5 stelle a Lega a FdI. Per Lupi (Ap) «elettori usino la testa contro chi fa politica a testate».  

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