W Momix Forever tra vecchio e nuovo

  • Moses Pendleton/Momix

ROMA L’insostenibile leggerezza di Moses. Il mitico Moses Pendleton creatore dei Momix, compagnia che ci ha mostrato i miracoli dei muscoli e della carne che sul palco diventano figure non umane e visioni oltre ogni legge di gravità. Moses che è diventato ballerino «perché non volevo fare il veterinario come chiedeva mio padre, ma volevo fare come i Beatles, ribellarmi con qualcosa di nuovo». Moses torna a Roma con uno spettacolo-sintesi delle più belle coreografie di sempre mixate con la sua solita creatività, W Momix Forever, da stasera al 5 novembre al Teatro Olimpico, nella cornice della stagione della Filarmonica Romana.

Allora che cosa significa tornare a Roma?
È come un’allucinazione. Ogni volta che torno qui vado a vedere la sera i pini a Villa Borghese perché la luce al tramonto è incredibile. Ciò che vedo qui è sempre fonte di ispirazione, la luce più che mai.

Cosa vedremo?
Un mix di vecchio e nuovo ma il vecchio di cui parlo è qualcosa che le giovani generazioni non conoscono ed è trasformato in un nuovo flusso. Creiamo nuovi pezzi partendo dal passato, adattandolo a nuovi stimoli e ai nuovi ballerini. È qualcosa che deve intrigare più generazioni e anche me. Infatti starò tra il pubblico.

Perché?
Per vedere da un’altra angolazione, cogliere la magia di ciò che accade nel momento in cui accade. Peccato che non sono Spielberg. Mi piacerebbe far creare la musica sulle coreografie e non viceversa.

 

SILVIA DI PAOLA