Chikungunya, Lorenzin: «A Roma scarsa pulizia»

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ROMA «Mi spiace dirlo, ma a Roma c’è un tema riguardante topi, zanzare, blatte, pidocchi, gabbiani. L’igiene va affrontata con una visione complessiva che riguarda la pulizia della città, ma anche una programmazione continua e nel tempo delle disinfestazioni». Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, nell’affrontare la questione della chikungunya, ieri ha bacchettato l’amministrazione capitolina, citando anche un esempio: «Sui pidocchi, assistiamo ad un continuo reiterarsi di un fenomeno che prima riguardava solo un periodo stagionale. Abbiamo fornito una collaborazione diretta con l’Istituto superiore di sanità, dove si erano avviati una serie di progetti. Spero che l’amministrazione attuale li tiri fuori dal cassetto, o li abbia già tirati. Questo non lo so».

Parole alle quali ha risposto il presidente capitolino della Commissione ambiente, Daniele Diaco: «Il ministro parla senza cognizione di causa. A oggi sono stati effettuati 1.635 interventi, di cui 1.320 riguardanti operazioni di derattizzazione e 315 relativi a disinfestazioni di blatte, formiche, vespe, zecche, acari e altre specie di insetti. Una mole di interventi considerevole, frutto di una programmazione attenta e certosina e per i quali sono stati stanziati all’incirca 170 mila euro». Si tratta di interventi realizzati nell’arco di quasi 10 mesi.

Nel frattempo i casi di chikungunya sono saliti a 92. Ieri sono stati registrati gli ultimi 6 contagi, 3 a Roma e 3 ad Anzio. La Lorenzin ha ricordato che si tratta di un virus non letale, ma l’attenzione nel Lazio resta alta. La Regione ha reso noto che il periodo di quarantena sul sangue donato 8 giorni fa è terminata, e che grazie anche ai trasferimenti delle sacche da altre regioni, l’Asl Roma 2 non ha mai vissuto un’emergenza sulla raccolta di sangue.

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