Per l'amianto alla Crispi bimbi "ostaggio" in aula

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ROMA Riapre la scuola ma non il cortile, dove i resti dei vecchi cassoni dell’acqua realizzati in amianto giacciono circondati da transenne. E il risultato è che i piccoli durante la ricreazione sono costretti a rimanere in classe.

Siamo all’istituto comprensivo largo Oriani, la scuola conosciuta da tutti a Monteverde vecchio come “Francesco Crispi”. È qui che dal primo giorno di scuola i genitori di circa 800 bambini, tra asilo ed elementari, sono venuti a conoscenza da una circolare che i lavori per bonificare l’istituto dall’amianto sono fermi dalla scorsa estate. La nota assicura che i rifiuti tossici sono «debitamente incapsulati» nel cortile, ma che per motivi di sicurezza si raccomanda la «fattiva collaborazione per tenere i piccoli allievi lontani da quest’area onde evitare pericoli per gli stessi».

Rassicurazioni che non  placano le ire dei genitori, dal momento che i loro figli non possono usufruire del cortile, e che per motivi di sicurezza non possono nemmeno utilizzare l’ingresso della scuola su via Guinizzelli. La rabbia di mamme e papà è esplosa sui social, con tanto di foto del cortile “off limits”. Ma i soldi per completare la bonifica ci sono, come ha spiegato l’ex presidente del XII Municipio Cristina Maltese: «C’è stato un intoppo burocratico presso la Ragioneria della Regione» ha spiegato a Metro, aggiungendo: «I soldi erano stati stanziati durante la scorsa legislatura e dopo il pressing dell’attuale opposizione i lavori sono partiti a fine giugno. Ma se quei rifiuti incapsulati fossero stati assicurati sul tetto in attesa di venire rimossi, oggi i bambini non si troverebbero in questa situazione incredibile».

PAOLO CHIRIATTI

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