"Il Valentino deve essere libero"

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TORINO  «Nel Parco del Valentino non è tutto permesso. Questo spazio deve rimanere a disposizione della città, come luogo da vivere, senza il timore di essere rapinati o infastiditi da gruppi di spacciatori». Così ieri il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Emanuele De Santis, ha commentato il blitz antidroga al Valentino di domenica. Sedici i pusher finiti in manette con l’accusa di detenzione e spaccio. Durante l’operazione sono state sequestrate 1000 dosi di droga, tra eroina, cocaina, hashish e marijuana. I sacchetti di stupefacente sono stati trovati ovunque, tra le zolle di erba, le fessure dei muretti, ai piedi degli Ippocastani, sui binari del tram, sotto i tombini e dentro i cestini. Per sorprendere gli spacciatori, i carabinieri sono arrivati via tram e in tutta l’area del parco decine di militari erano travestiti da corridori. Non solo. In questi mesi di indagini, nel corso dei quali è stata filmata a lungo l’attività di spaccio, è emerso che intorno all’area si era sviluppata e consolidata nel tempo una microeconomia illegale, costituita da altre attività a supporto di quelle illegali. Ogni giorno alcune donne portavano con carrelli della spesa, panini e bevande che gli spacciatori acquistavano e consumavano sul posto per non perdere i clienti. SIMONA LORENZETTI

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