La musica di frontiera finisce in festival

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ROMA Venti anni di vita per “Una striscia di terra feconda” in programma da oggi a sabato 23 settembre fra Palombara Sabina, Tivoli, il Parco della Musica e la Casa del Jazz. Nato nel 1998 dall'amicizia fra Paolo Damiani e Armand Meignan, il festival ha avuto fin dalle origini lo scopo di creare uno spazio vitale per quelle musiche di frontiera non facilmente classificabili o riducibili alle categorie di genere. Il campo di indagine della rassegna è circoscritto a Italia e Francia, influenzando in modo profondo e duraturo la programmazione di musicisti francesi in Italia e di musicisti italiani in Francia. 

Anche quest'anno il festival punta sui solisti più affermati e su giovani talenti da valorizzare, oltre che su produzioni originali proposte in prima assoluta.

L'inaugurazione è affidata stasera alle 21 al Castello Savelli di Palombara Sabina all'omaggio a Lucio Dalla del bassista Pippo Matino e della cantante Silvia Barba, a cui farà seguito un concerto di Javier Girotto

Dopo i concerti di domani, a Palombara, e quelli di domenica e lunedì a Tivoli, “Una striscia di terra feconda” verrà ospitato da martedì 19 al Parco della Musica e offrirà diversi incontri franco italiani e produzioni originali, come quella che presenteranno il trio Maria Pia De Vito, Delbecq/Rabbia.

Fra gli appuntamenti da non perdere all'Auditorium il concerto del duo Paolo Fresu/Gianluca Petrella giovedì 21  e quello del supergruppo Petrella/Rea/Fresu/Damiani/Ceccaldi del 22. 

STEFANO MILIONI

 

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