I chirurghi corrotti e le protesi farlocche

  • Monza

MONZA La Guardia di finanza di Milano ha eseguito ieri l’ordinanza di misure cautelari emessa dal gip di Monza nei confronti di 21 persone. L’indagine, svolta dal nucleo di polizia tributaria di Milano e coordinata dalla Procura di Monza, avrebbe scoperchiato un sistema di corruzione che, ideato e realizzato dai rappresentanti di una società francese produttrice di protesi, ha coinvolto diversi medici chirurghi specialisti in ortopedia, accusati di scegliere proprio quelle protesi in cambio di soldi e regali. I chirurghi, operanti in strutture sanitarie private accreditate con il Sistema sanitario, presenti su tutto il territorio nazionale, avrebbero goduto della complicità di medici di base “reclutati” per trovare pazienti da operare. Ma l’inchiesta apre scenari ancora più inquietanti. I pm Massenz e Zanetti, infatti, scrivono che la «spregiudicatezza» di due indagati in particolare, medici del Policlinico di Monza, è tale da far sospettare, a loro carico, che «abbiano consumato delitti di lesioni volontarie». Cioè avrebbero, i chirurghi, installato protesi a pazienti che non ne avevano bisogno, solo per incamerare il compenso stipulato con la casa produttrice. Ci sono colorite intercettazioni. Proprio uno dei due, parlando all’altro, dice, a proposito dei prodotti della società francese: «La protesi, detto tra noi, fa cagare...».  E l’interlocutore approva: «Devi andare a culo, devi andare». Le protesi costano dai 1.500 ai 2.500 euro. Per ogni acquisto andato a buon fine ai medici sarebbero stati corrisposti tra gli 80 e i 100 euro, oltre a regali per il «disturbo» (di qui il nome all’inchiesta). Molto ambìti i pazienti extra Regione, per i quali, notano i pm, «le prestazioni non sono soggette ai tetti sui rimborsi fissati dalla normativa regionale». C’erano però almeno due incorruttibili, i dottori Arosio e Ghezzi, additati dai due indagati.

METRO

Articoli Correlati

Roulette russa per uno sgarro

Pistola alla tempia come punizione per tre baby pusher sospettati di aver rubato una partita di droga

Scoperta maxi truffaagli abbonati di riviste

Anziani, sottoscrittori di periodici dedicati alle forze dell'ordine, venivano raggiunti da telefonate di minaccia. Giganteschi esborsi

Penati è stato assolto“ma il Sistema Sesto c'era”

L'ex presidente della Provincia di MIlano indagato in modo “lacunoso e superficiale”. Niente prove. Ma la zona d'ombra c'era