Uranio, la Commissione accusa la Difesa

uranio impoverito
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Roma - Morti di Stato e disastri ambientali con una «clamorosa sottovalutazione» da parte della Difesa che ha portato a decessi e malattie. I casi ufficiali sono 549. Mai prima di oggi la politica aveva usato parole così dure, e sono ancora più inedite visto che a pronunciarle è stato il presidente Pd della Commissione di inchiesta sull’uranio impoverito Gian Piero Scanu.

Conferenza stampa di presentazione della relazione intermedia, questa mattina alla Camera. Tutti i membri della commissione presenti, consulenti inclusi. C'era anche l'ex procuratore Raffaele Guariniello e il coordinatore dell'Osservatorio militare. Aria tesa, parole dure come pietre. O come uranio impoverito, quello che è stato utilizzato nelle campagne belliche dal 1991 in poi, e del quale è sempre stata negata la tossicità dai vertici militari.
Invece, è di tutt’altro avviso questo documento della Commissione, frutto di quasi 200 audizioni.

Rischiano la vita, i nostri soldati, e non solo per le “normali” attività militari: «Rischi di esposizione ad agenti chimici e cancerogeni connessi a sostanze impiegate nelle diverse attività. Le criticità maggiori sono segnalate nelle zone dei poligoni di tiro, e ulteriori rischi, altrettanto rilevanti, insidiano le caserme, i depositi e gli stabilimenti militari», dice il presidente. 

«Ci sono stati decessi e malattie, a fronte di una previdenza inesistente, e di un'attività ispettiva sconosciuta», ha sottolineato Scanu.
«Nei teatri operativi all’estero l’inammissibile ritardo con il quale vengono effettuati i monitoraggi ambientali e persino le scarse conoscenze circa l’uso in tali contesti di armamenti pericolosi anche da parte di Paesi amici, fanno emergere l’esposizione a numerose situazioni di rischio non preventivamente, né adeguatamente, poste sotto controllo», c'è scritto nella relazione.

E ce n’è anche per “casa nostra”, quella Sardegna dei poligoni militari che per decenni sono stati terra di sperimentazione: «Non escludo, per quello che noi abbiamo potuto vedere, che la cosiddetta penisola interdetta possa essere la sede in cui è stato perpetrato un vero e proprio disastro ambientale», riferendosi alla Maddalena. Per bonificarla, si è detto, servirebbero almeno 500 anni.

La Commissione aveva presentato una proposta di legge mesi fa: «La pdl 3925, è ferma da oltre un anno in Parlamento di fatto "bloccata dalla Difesa, perché ritenuta pericolosa», ha accusato il presidente.

«La relazione intermedia della commissione parlamentare riaccende speranze e sarà certamente oggetto di discussione mercoledì prossimo quando, per la prima volta nella storia, vittime e famigliari daranno vita ad un sit-in davanti a Montecitorio chiedendo di conferire con il Presidente del Consiglio e Presidente e vicepresidenti della Camera»: è il prossimo step, promesso da Leggiero. Militari in piazza per sostenere il lavoro della Commissione che vuole chiedere, e questa volta ottenere, giustizia.
 

STEFANIA DIVERTITO

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