Neet, Italia al top per i giovani inerti

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ROMA  L’Italia si conferma la patria dei Neet ("not in education, employment or training"), i giovani che non hanno né cercano un lavoro né sono impegnati in un percorso di studi o di formazione. Lo conferma il rapporto 2017 Employment and Social Developments in Europe Review, diffuso dalla Commissione Europea. Nel 2016 la percentuale di giovani Neet tra i 15 e i 24 anni nell’Ue è stata dell’11,5%, in calo a causa dei disoccupati che sono andati a lavorare. In Italia la percentuale di Neet sul totale della popolazione tra i 15 e 24 anni di età resta la più alta dell’intera Ue, al 19,9%, anche se in calo dal 21,4% del 2015 e dal 22,1% del 2014. L’Italia inoltre è nel gruppo di Paesi dove i giovani sotto i 30 anni guadagnano meno del 60% della media dei lavoratori che hanno più di 60 anni. 
Secondo l'indagine della Commissione, con piu' di 234 milioni di lavoratori, il tasso di occupazione non è mai stato così elevato come oggi nell’UE e la disoccupazione è al livello più basso dal dicembre 2008. Dal 2013 sono stati creati 10 milioni di posti di lavoro nell’UE. Ma le generazioni più giovani tendono ad avere più difficoltà a ottenere un posto di lavoro e si trovano spesso in forme di occupazione atipiche e precarie.

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