Da Ue stop all’export di gommoni alla Libia

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ROMA Nuove regole «limitative da parte dell’Unione europea per l’export di gommoni e di motori fuoribordo verso la Libia, tutti materiali usati dagli scafisti per il trasporto dei migranti nel Mediterraneo». È la decisione presa nella riunione dei ministri degli Esteri Ue. La Commissione, invece, stoppa sul nascere ogni ipotesi che l’Italia possa concedere centinaia di migliaia di permessi umanitari. Intanto le ong fanno sapere di non aver ricevuto il testo del codice di condotta per il soccorso ai migranti nel Mediterraneo. Ma l’Unicef lancia già l’allarme: «Il codice proposto potrebbe mettere a rischio molte vite, soprattutto quelle dei bambini», ha affermato il vice direttore generale Justin Forsyth. Secondo l’organizzazione dell’Onu «la limitazione degli spostamenti e delle operazioni delle navi delle ong potrebbe indirettamente ostacolare i salvataggi e causare morti». Inoltre «i bambini potrebbero essere esposti ad un forte rischio di essere rimandati in Libia senza attuare misure di protezione».

Austria pronta alla barriera

Le ong respingono anche la previsione del decreto Orlando-Minniti che attribuisce agli operatori dell’accoglienza l’onere della notificazione degli atti e dei provvedimenti ai richiedenti asilo nelle strutture di accoglienza: «Una procedura illegittima e un ruolo che implica improprie responsabilità». E mentre l’Austria si dice pronta a costruire in caso di necessità una barriera al Brennero in 24 ore, non si ferma la protesta dei sindaci nel Messinese dopo l’arrivo di 50 immigrati a Sinagra. Giovedì il prefetto Ferrandino incontrerà gli amministratori locali. Reazioni contrastanti, infine, alla decisione del governo di rinviare l’esame della legge sullo Ius Soli. Plaude la Lega, deluse le associazioni del volontariato.

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